La doppia vita dell’orso bruno e dello stambecco

L’orso bruno e lo stambecco si può proprio dire che vivano una “doppia vita”: quella di animali selvaggi e quella di simbolo. Della natura selvaggia il primo. Del mondo alpino il secondo. L’orso bruno, Re del bosco e icona, insieme al lupo, dei grandi predatori (anche se in effetti è più un vegetariano che un carnivoro) non a caso è raffigurato nel marchio del Parco Naturale Adamello Brenta (PNAB) e la sua presenza in Trentino è considerata indice della qualità dell’ambiente naturale.

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Lo stambecco, Principe delle alte quote, un ungulato appartenente alla Famiglia dei Bovidi, come ricorda spesso Andrea Mustoni, responsabile dell’Ufficio faunistico del PNAB, con le sue straordinarie corna ad anelli trasmette un senso di arcaico, riportandoci indietro nel tempo, in ere lontanissime, quando dominava, così come fa ancora oggi, le creste più alte delle montagne, dove la vita è difficilissima per qualsiasi essere vivente, pianta o animale. Abilissimo arrampicatore, essendo un concentrato di potenza e agilità nonostante all’apparenza appaia come un animale pesante, è riuscito ad adattarsi in modo magnifico alle terre alte, dove si è più vicini ai confini con il cielo. E proprio per questo motivo nel nostro immaginario è diventato l’icona dell’alta montagna. La sua presenza nel PNAB (concentrata soprattutto sui versanti dell’Adamello-Presanella) è frutto di un progetto di reintroduzione, di cui quest’anno ricorre il il ventennale e questa circostanza lo accumuna all’orso bruno del Trentino, anch’esso oggetto di un’operazione di reintroduzione (Progetto Life Ursus) promossa proprio dal PNAB con il rilascio, tra il 1999 e il 2002, di 10 esemplari provenienti dalla Slovenia.

Questi due progetti sono stati necessari per evitare l’estinzione degli ultimi esemplari autoctoni delle due specie, entrambe in passato cacciate fino quasi alla totale scomparsa. L’orso bruno come il lupo, era cacciato soprattutto perché considerato un pericolo per l’allevamento, mentre lo stambecco lo era per fini alimentari, ma anche per le virtù medicamentose che venivano attribuite ad alcune parti del suo corpo dalle credenze popolari.

Come due star del mondo dello spettacolo che devono fare i conti con i vantaggi e gli svantaggi della popolarità, per questi due straordinari animali e in particolare per l’orso bruno, una vita più riservata è forse più difficile, perché il ruolo di animali simbolo che gli è stato attribuito dall’uomo ormai fa parte della loro stessa vita, ma forse proprio per questo hanno bisogno di una maggiore attenzione da parte di tutti affinché possano continuare a vivere così come vorrebbero loro: cioè da semplici animali.

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