Incontro ravvicinato con la poiana

di Alessandro Forti

Spesso le poiane (Buteo buteo) le osserviamo in volo, mentre volteggiano nelle correnti termiche ascensionali o ferme sui posatoi (come alberi o tralicci lungo le strade) intente a individuare le prede, mentre è più difficile notarle a terra, come l’esemplare nella foto in alto, osservato nei prati attorno Villa Welsperg, in Val Canali, nel Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Rapace diurno di dimensioni medie e compatte, la poiana ha un volo attivo con battiti d’ali veloci; in volteggio, la coda è tenuta aperta e le ali (ampie e digitate) rialzate a “V”. Piumaggio variabile, dal molto scuro al quasi bianco, sul suo petto spesso è presente un disegno a “U” chiaro e vistoso che aiuta nell’identificazione.

Di aspetto aquilesco la poiana rientra nella famiglia, Accipitridae, la stessa delle aquile

Specie molto comune, è uno dei rapaci europei (insieme a gheppio e sparviere) più diffusi in Italia e Europa. Abita un’ampia varietà di ambienti, anche se l’habitat d’elezione è rappresentato dai margini dei boschi e dagli ambienti a mosaico con aree boscate intervallate ad aree aperte. L’Area protetta, che grazie alla presenza di diversificati habitat contribuisce a conservare numerose specie, offre spazio anche al rapace che qui è stazionario e nidificante.

Sebbene non a rischio, per l’ampio range occupato, eventuali minacce di questo rapace possono essere ricondotte alla persecuzione diretta (abbattimento e ingestione di bocconi avvelenati), alla perdita di habitat idoneo, anche se è fra le specie che meglio di altre si adattano ai cambiamenti ambientali di origine antropica, agli impatti contro ad esempio cavi sospesi, al saturnismo (intossicazione dovuta a ingestione e accumulo di piombo) e infine all’elettrocuzione su linee elettriche.

Quello ritratto nella foto in alto (un giovane che è possibile riconoscere per il petto e le parti inferiori striate) non curante della presenza di chi scrive, ha continuato, con fare meticoloso, a muoversi di pedina sul terreno alla ricerca di invertebrati (lombrichi); la specie dotata di plasticità ecologica presenta una dieta varia, dovuta alla disponibilità locale di prede e al periodo dell’anno, cibandosi di mammiferi, rettili, uccelli e insetti.

Probabilmente l’eterogeneità stessa del prato-pascolo, che in direzione del lago si trasforma in una piccola torbiera, offre un’ampia scelta trofica; inoltre le pratiche agricole tradizionali, come ad esempio lo sfalcio, possono assicurare il mantenimento dei prati, terreno di caccia prediletto di questa specie.

Una poiana mentre si alimenta con dei lombrichi

L’osservazione della fauna regala sempre forti emozioni, sicuramente ancora di più in contesti naturali e durante lo svolgimento di particolari display comportamentali; importante è il rispetto, evitando ad esempio incontri troppo ravvicinati, così da non disturbare gli individui e magari garantirsi in futuro un eventuale altro avvistamento.

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