Inabissata la “Capsula del tempo”. Per comunicare con il futuro.

L’idea è nata ispirandosi all’iniziativa dell’Università di Oglethorpe, ad Atlanta, dove nel 1936 è stata allestita una “cripta della civiltà”, una stanza sigillata contenente un campione rappresentativo di oggetti, la cui apertura è prevista per l’anno 8113.

A Molveno è stata realizzata, invece, la “capsula del tempo”, uno speciale contenitore stagno, simile a una grande cassetta per la posta, nel quale sono state inseriti nel corso di questi mesi oltre 2.500 tra fotografie, pensieri personali, lettere, disegni e piccoli oggetti. Un modo originale per comunicare con il futuro. La capsula, infatti, è stata inabissata questo pomeriggio, dai Vigili del fuoco volontari, nelle acque del lago di Molveno e con ogni probabilità sarà ripescata e aperta tra circa dieci, quindici anni, in occasione del possibile (ma si spera ultimo) svuotamento parziale del lago per consentire la manutenzione straordinaria di alcune condotte della centrale idroelettrica di Nembia.

I Vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di inabissamento della “capsula del tempo” (Foto Alessandro Piffer)

Si tratta della penultima iniziativa del progetto “#OP17. Io. Sempre. Opera dello svelamento, conoscenza e rinnovamento delle acque lago di Molveno 2017“, pensato dall’amministrazione comunale di Molveno e da Natourism per trasformare lo svuotamento del lago in un’occasione per scoprire il fascino di uno straordinario paesaggio lunare. Paesaggio che da gennaio a oggi è stato visitato da circa 35-40 mila persone, provenienti dal Trentino Alto Adige e da numerose regioni italiani, come Lazio, Veneto, Friuli, Lombardia.

Il pubblico assiste all’evento (Foto Alessandro Piffer)

L’ultima iniziativa del progetto si svolgerà il 15 luglio, con la proclamazione dei vincitori del concorso letterario.

Il lago raggiungerà il livello ordinario tra circa dieci giorni. Le acque stanno salendo di cinque metri a settimana e mancano ancora circa 8 metri per raggiungere la quota ordinaria di 822 metri. Hydro Dolomiti Energia per fare fronte alla mancanza di piogge del periodo invernale che ha rallentato le operazioni di riempimento ha pompato acqua dalla centrale di Santa Massenza, sostenendo un costo di circa un milione di euro».

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