In Trentino si sperimentano le recinzioni elettrificate contro lupi e orsi. Riscontri positivi

Il riscontro è positivo. A dirlo gli stessi allevatori che in Trentino hanno deciso di sperimentare le recinzioni elettrificate fisse per proteggere le mandrie al pascolo contro le possibili predazioni di lupi e orsi.

A malga Boldera, dove è stato realizzato uno di questi recinti, nei primi 10 giorni di alpeggio si erano registrate ben 3 predazioni su altrettanti vitelli. Da quando, circa un mese fa, è stato installato il recinto, i danni sono scesi a zero.

Queste recinzioni, attualmente quattro e che rappresentano uno dei principali strumenti di prevenzione dei danni causati dal grandi carnivori agli allevatori, sono state realizzate secondo criteri che garantiscono  un’elevata protezione notturna dal lupo (recinti a 5 fili con aumento a 6/7 nei punti più sensibili) e una durata dei manufatti medio lunga. I recinti sono sostenuti da robusti pali di legno posizionati mediamente a circa 10 metri  l’uno dall’altro, destinati a rimanere fissi e che costituiscono la struttura portante, lungo i quali vengono tesi i fili che sono correttamente distanziati e sostenuti anche da tradizionali paletti in plastica. Quest’ultimi e i fili verranno rimossi alla fine della stagione dell’alpeggio, per essere riposizionati all’inizio della stagione successiva.

I recinti sperimentali sono stati installati, rispettivamente, a Malga Viezzena, di proprietà dalla Magnifica Comunità di Fiemme (CC di Predazzo) posizionata a monte dell’abitato di Bellamonte; a Malga Campobrun di proprietà demaniale (C.C. di Ala) posizionata nella Riserva Naturale di Campobrun a monte del paese di Giazza; a Malga Boldera  di proprietà del Comune di Ala (C.C. di Ala) posizionata in Lessinia alla Sega di Ala; e infine a Malga Brez di proprietè del Comune di Brez (C.C. di Brez) posizionata a confine con la Provincia di Bolzano nell’area dell’Alpe Scura.

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«Parallelamente al percorso che stiamo facendo sul piano giuridico per una efficace gestione di questa problematica – ha spiegato l’assessore provinciale all’agricoltura, Michele Dallapiccola che ha visitato l’impianto installato a malga Boldera, a Sega di Ala- è fondamentale che continuiamo a portare avanti una politica volta a prevenire le predazioni. Uno degli strumenti più utili è rappresentato proprio dai recinti, efficaci per tenere lontani dagli animali sia gli orsi che i lupi. Ci sono due tipi di recinti: mobili e fissi. Oggi, con questa visita a malga Boldera, che ospita attualmente circa 60 bovini, ci siamo dedicati in particolare ai secondi. In Trentino recinti così ne sono stati installati quattro. Abbiamo valutato le difficoltà tecniche della loro messa in opera ma registrato anche la soddisfazione dei proprietari, che vivono nel primo luogo dove il lupo si è insediato in Trentino, con l’arrivo, nel 2012, della prima coppia, da cui si sono originati i due branchi attualmente presenti nella Lessinia». 

Le diverse sperimentazioni mirano a verificare quali siano i limiti e i pregi di infrastrutture che, se pur realizzate con  criteri costruttivi simili, si differenziano in maniera netta per gli aspetti dimensionali e dunque economici e gestionali.

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