Il WWF chiede al Governo d’impugnare la legge provinciale sui lupi

Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato a larga maggioranza il disegno di legge (composto da un articolo) per la gestione dei grandi carnivori che prevede, per comprovati “motivi d’igiene e sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica”, la possibilità per il presidente della Provincia di autorizzare, dopo avere acquisito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) la cattura o l’uccisione di esemplari di orso bruno (Ursus arctos) e lupo (Canis lupus) a condizione che non esista un’altra soluzione valida e che il prelievo non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, della popolazione della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale.

 

 Contro la nuova legge provinciale, così come avevano annunciato in caso di sua approvazione, sono scese in campo le associazioni ambientaliste e numerosi movimenti animalisti.

 

 

Il WWF ha evidenziato che questo provvedimento e quello analogo in fase di discussione e approvazione a Bolzano, costituiscono un precedente gravissimo. “La fauna, secondo la Costituzione, è un bene indisponibile dello Stato e la gestione delle specie più importanti e minacciate va fatta almeno su base nazionale avendo una visione complessiva e non localistica, tanto da essere regolata da Direttive Europee ed internazionali. Lasciare che la Provincia di Trento si arroghi il diritto di gestire in totale autonomia orsi e lupi, che sono un patrimonio di tutti i cittadini, sarebbe come se fosse consentito alla Regione Lazio di decidere con una legge regionale di provare a risolvere i problemi del traffico prendendo in considerazione l’ipotesi di abbattere il Colosseo, un patrimonio di tutti gli italiani o meglio un patrimonio dell’umanità, per edificare un parcheggio”. La volontà di avere “mani libere” per abbattere i pochissimi orsi e lupi presenti in provincia di Trento non ha alcuna giustificazione scientifica, economica e men che meno sociale.  Il WWF – ha continuato l’associazione ambientalista – si aspetta che il Governo di impugni immediatamente questo provvedimento e (ove venisse approvato) quello della Provincia Autonoma di Bolzano davanti alla Corte Costituzionale: si tratta di un atto necessario, non solo per far rispettare le competenze costituzionali, ma per tutelare in modo pieno e concreto un patrimoni comune che appartiene tutti gli italiani”.

 

lupo_accucciato

Anche Legambiente ha preso una dura posizione contro il provvedimento trentino. In occasione del IV Summit Carovana delle Alpi 2018, Legambiente ha assegnato la bandiera nera alle province di Trento e Bolzano proprio per il disegno di legge “con il quale – ha motivato l’associazione – si sono arrogate la possibilità di gestire “in autonomia” il destino di lupi ed orsi presenti sul territorio, ivi comprese le catture e le uccisioni.

L’obiettivo di questa normativa ha spiegato a suo tempo il presidente della Provincia, Ugo Rossi, è di garantire, in un’ottica di conservazione delle specie e di valorizzazione dell’habitat naturale in cui vivono, una corretta gestione di quegli esemplari eccessivamente “invasivi” che rischiano di mettere in pericolo la sicurezza pubblica e anche il senso stesso di quella particolare forma di agricoltura alpina e di allevamento in quota che danno numerosi benefici al nostro territorio. Il tutto, ha evidenziato il Rossi – sarà gestito con rigore scientifico, a partire dall’autorizzazione dell’Ispra, e buon senso.

Il presidente della Provincia ha anche aggiunto che questo provvedimento è stato assunto in considerazione delle difficoltà derivanti dall’assenza di un Piano lupo nazionale. Dovendo quindi dare una risposta a un’evidente necessità, in virtù delle proprie prerogative di autonomia, la Provincia si è quindi assunta questa responsabilità, in accordo con la Provincia di Bolzano.

 

 

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