Il progetto “Lago di Molveno #OP17” alla Biennale di architettura di Venezia

Venerdì 26 ottobre alla Biennale di architettura di Venezia, nell’ambito del padiglione Italia, sarà protagonista il lago di Molveno, con la presentazione del progetto “Lago di Molveno #OP17” che, lo scorso anno, lo ha reso ancora più famoso a livello internazionale durante il parziale svuotamento resosi necessario per la manutenzione straordinaria di un condotto della centrale idroelettrica di Nembia.

 

A presentare il progetto e i risultati positivi che ha prodotto, trasformando una situazione negativa in un’opportunità per scoprire degli aspetti nascosti e affascinanti dell’ambiente naturale, saranno, tra gli altri, Luca Lagash, il celebre bassista dei Marlene Kuntz, autore del suggestivo “percorso sonoro” allestito nella “pancia” del lago vuoto”, a evocare la voce del bacino che emergeva dalla sua profondità nascosta e la scultrice Morgana Orsetta Ghini che ha realizzato per il progetto una scultura monumentale in ferro (alta sei metri per una base di quattro) raffigurante l’immagine del perimetro del lago posto in verticale. I due artisti parteciperanno anche a un talk per presentare un altro progetto ispirato a quello di Molveno e che sarà realizzato tra il 2019 e il 2020 nell’area interna del Piceno.
Luca Lagash, autore del percorso sonoro realizzato lo scorso anno nel lago di Molveno quando è stato parzialmente svuotato

Il progetto “Lago di Molveno #OP17” è in linea con gli obiettivi della Snai (Strategia nazionale Aree interne) e di Arcipelago Italia che alla Biennale di Venezia hanno messo in evidenza la necessità di sostenere quelle attività finalizzate al recupero di zone che rischiano di essere dimenticate. 

«I progetti del collettivo OP- hanno evidenziato Luca Lagash e Orsetta Ghini – vanno esattamente in questa direzione.  Facendo tesoro della positiva esperienza fatta trasformando lo svuotamento del lago di Molveno e il suo successivo recupero, in un’opportunità di comunicazione a livello nazionale, oltre che di motivazione degli abitanti che hanno nel lago una delle principali fonti di sostentamento, è nato oggi un nuovo progetto per il Piceno». 

Le attività artistiche multidisciplinari messe in atto per Molveno, col sostegno del Comune, della Trentino School of Management e della Provincia autonoma di Trento, uniti alla partecipazione di partner locali e, come nel caso della Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, di un’entità che opera a livello internazionale, hanno trasformato la criticità dello svuotamento del lago in un potente mezzo di comunicazione. 

Il lago di Molveno quando è stato parzialmente svuotato lo scorso anno

Un’ampia documentazione su questa esperienza e sulla sua eco è stata raccolta nel fascicolo titolato “Opera dello svelamento conoscenza e rinnovamento delle acque – lago di Molveno #OP17, che sarà presentato e nel sono illustrate l’approccio creativo, la realizzazione e le attività di diffusione svolte. 

Identica metodologia è stata utilizzata per il nuovo progetto indirizzato all’area interna del Piceno (in cui sono coinvolte due Unioni montane e l’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto e ben 17 Comuni partecipanti: Acquasanta Terme, Appignano del Tronto, Arquata del Tronto, Carassai, Comunanza, Castignano, Cossignano, Force, Montalto Marche, Montedinove, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Rotella e Venarotta) colpita dal terremoto, al quale sta lavorando oggi il Collettivo OP con il gruppo tecnico del GAL Piceno. 

Il collettivo OP

«Anche in questo caso hanno aggiunto – Luca Lagash e Orsetta Ghini – arte e cultura per recupero, riqualificazione e sviluppo sostenibile dei territori rappresentano la premessa al modello creativo su cui basare l’intervento: dopo lo studio dei dati storici e della realtà attuale e l’analisi delle prospettive e delle opportunità sono pronte una serie di attività che rifuggono da ogni tentazione commemorativa del passato per creare una concreta e stimolante speranza per il domani. Come per l’esperienza di Molveno, anche in questo caso la chiave dell’iniziativa sta nel coinvolgimento e nella partecipazione di chi vive ed ama quelle terre violate». 

 

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