I giardini ritrovati in Trentino: mostra con foto, video e scene di film

Grazie al lavoro della Soprintendenza per i beni culturali sono stati recentemente censiti e studiati in Trentino circa centocinquanta parchi e giardini storici, di varie epoche e tipologie: una serie ampia e peculiare che agli esempi più celebrati affianca realtà più nascoste, portate alla ribalta grazie al doppio volume “Parchi e giardini storici in Trentino: tra arte, natura e memoria”, primo contributo multidisciplinare alla conoscenza d’insieme di queste singolari architetture vegetali, in equilibrio dinamico tra natura e artificio. 

Serra a Palazzo Malfatti-Azzolini Ala. Nell’immagine sopra Castel-Terlago (foto archivio Ufficio stampa PAT)

A dare seguito e visibilità a questo pluriennale lavoro di ricerca e catalogazione è ora una mostra dal titolo significativo: “Giardini ritrovati. Spazi e caratteri delle architetture verdi in Trentino”, ideata dalla Soprintendenza e organizzata con il sostegno del Servizio attività culturali e del Servizio per il sostegno occupazione e la valorizzazione ambientale della Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con il Castello del Buonconsiglio – Monumenti e collezioni provinciali e la Trentino Film Commission.

L’esposizione, che sarà inaugurata venerdì 15 giugno, trova spazio nelle sale di Palazzo delle Albere a Trento, in rapporto con la storia illustre dell’edificio, villa principesca già al centro di un fitto tessuto di campi, orti e giardini. Grazie alla collaborazione del Servizio foreste e fauna, sarà in particolare evocato il viale alberato che collegava l’accesso monumentale dei Tre Portoni con la residenza suburbana.

Il percorso, a cura di Lia Camerlengo, Katia Malatesta e Alessandro Pasetti Medin, ha preso forma in dialogo con gli architetti paesaggisti Claudio Micheletti, Cesare Micheletti e Loredana Ponticelli di A2Studio, autori del progetto espositivo. Il risultato è una proposta che invita ad attraversare il territorio provinciale illustrandone i principali giardini di castelli, di ville e di palazzi, accanto ai grandi parchi pubblici e termali; ma anche a familiarizzare con l’architettura del verde e le sue regole, a partire dalla nozione di giardino come bene progettato, costruito, coltivato e all’occasione restaurato, nei casi non rari di deperimento e rovina.

Tempietto giardino Bridi de Probizer Rovereto

Ogni architettura, per essere compresa, deve essere vissuta e attraversata. Non fa eccezione il giardino, qui indagato, non a caso, nei suoi aspetti di “spazio nello spazio”, immerso nel paesaggio, in rapporto stretto con le forme e il clima del contesto alpino, nonché nelle sue articolazioni interne, alla luce della carattetistica dialettica tra spirito di geometria e libertà naturale. Al tema del limite, come linea immaginaria o visibile che definisce, divide e differenzia le parti del progetto, si collega così quello dei percorsi materiali e delle connessioni visive che si dispiegano dai punti di osservazione fissati dal progettista. Si continua con le superfici, nel gioco tra orizzontalità e altezze che contraddistingue gli spazi aperti: prati, parterre, radure, ma anche specchi d’acqua, che introducono effetti di mutevolezza e di raddoppio speculare dell’immagine del cielo e degli altri elementi del giardino. ‘Contenuti’ nel paesaggio, parchi e giardini sono a loro volta ‘contenitori’ di una spiccata varietà di piccole architetture, di cui la mostra presenta le attestazioni più singolari o rappresentative; la presenza determinante dell’acqua viene inoltre riletta attraverso i maggiori esempi di fontane e ninfei.

L’allestimento propone soluzioni immersive e coinvolgenti, grazie alle elaborazioni video ideate e realizzate da Stefano Benedetti con il supporto tecnico di GEST srl. Ad evocare l’esperienza multisensoriale della visita al giardino e le sue trasformazioni nel trascorrere delle ore e delle stagioni contribuisce infine la sezione predisposta in collaborazione con la Trentino Film Commission, dedicata al “giardino che diventa set” e alle scene di film per il cinema e la televisione ambientate in alcuni dei più celebri complessi verdi della provincia.

 

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