Il Governo premia “La falesia dimenticata” di San Lorenzo in Banale

di Rosario Fichera

Quello natalizio è anche il periodo delle belle storie da raccontare e questa di cui stiamo per scrivere è una di quelle, perché dimostra come un buon progetto, ispirato alla solidarietà e alla natura, possa essere premiato. Protagonista della storia è l’associazione sportiva di volontariato “Dolomiti Open” che porta avanti diversi progetti per una montagna inclusiva, soprattutto in favore dei ragazzi con disabilità.

Nata grazie all’iniziativa di un gruppo di amici, tutti appassionati di montagna, tra i quali anche delle guide alpine di Activity Trentino, maestri di sci e accompagnatori di territorio, Dolomiti Open in questi ultimi tre anni ha portato sulle cime tra le più conosciute delle Dolomiti di Brenta (Cima Tosa, Cima Brenta e il Campanile Basso) dei ragazzi diabetici, con disabilità psichiche e motorie, nella convinzione che la montagna debba essere inclusiva, aperta a tutti. Iniziative che l’associazione ha realizzato coinvolgendo testimonial d’eccezione, come la famosa alpinista Tamara Lunger e, quest’anno, sul Campanile Basso, in veste di scalatore, il campione della nazionale italiana parolimpica di sledge hockey (hockey su slittino) Gianluigi Rosa, un evento, questo, che ha avuto un richiamo nazionale con servizi in prima serata nei telegiornali di Rai1 e TG5.

Adesso l’associazione è impegnata, in collaborazione con Sportfund, fondazione per lo sport Onlus, in un nuovo progetto, la “Falesia dimenticata“, per il quale, proprio tra Natale e Capodanno, ha ricevuto un importante e prestigioso riconoscimento dal Dipartimento per le pari opportunità, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha premiato l’iniziativa, finanziandola con una somma di 32 mila euro. Il progetto ha ricevuto dal Dipartimento uno dei punteggi più alti a livello nazionale, classificandosi al terzo posto su 628 domande provenienti dalle diverse regioni d’Italia e addirittura al primo posto nella linea di intervento dedicata allo sport (su 196 progetti presentati). Si è trattato, peraltro, dell’unico progetto trentino.

La “Falesia dimenticata” è una bellissima parete di roccia che si affaccia sulle gole del fiume Sarca a San Lorenzo in Banale, ai piedi delle Dolomiti di Brenta, patrimonio dell’Umanità Unesco. La falesia era frequentatissima dai climber durante gli anni Ottanta del secolo scorso, poi, però, è stata schiodata e chiusa al pubblico dal proprietario del terreno.

Dolomiti Open ha pensato di fare tornare a vivere questo piccolo gioiello naturale (dalla roccia solidissima, costituita da un conglomerato raro e adatto all’arrampicata sportiva, sotto la cui pareti si estende un ampio prato pianeggiante, con tanto di sorgente d’acqua) con l’intento di restituirla alla comunità e di prevedere degli itinerari di arrampicata adatti anche a ragazzi con disabilità. Per questo ha lanciato nei mesi scorsi, ottenendo un successo al di sopra di ogni aspettativa, una campagna di crowdfunding (finanziamento collettivo attraverso internet) riuscendo a raccogliere, con oltre 400 sostenitori, i fondi per acquistare il terreno. Diventata proprietaria, l’associazione ha iniziato la pulitura dell’area e della parete, progettando anche delle strutture, come i servizi igienici e le vie di accesso per i disabili, in modo da potere rendere pubblica la struttura. Ed è proprio per la realizzazione di queste opere che ha ricevuto il finanziamento dal Governo. Per completare i lavori saranno necessari naturalmente altre risorse finanziarie, ma anche su queste si spera nell’aiuto dei privati.

Lavori di pulitura della parete

A ricevere la notizia del riconoscimento governativo è stato il presidente dell’associazione, Simone Elmi.

«Sì, mi hanno anticipato la bella notizia al telefono, proprio durante le festività natalizie: posso dire che si è trattato davvero un bel regalo di Natale! Non si tratta – ha evidenziato il presidente di Dolomiti Open – solo dell’importante finanziamento ottenuto per il nostro progetto, ma del prestigioso riconoscimento a un’idea che si basa sulla condivisione di un bene comune, inclusivo, aperto a chi è meno fortunato e deve fare i conti con forme di disabilità. Siamo riconoscenti e orgogliosi di questo risultato che non è solo della nostra associazione ma di tutte le persone e gli enti privati e pubblici che, fin dall’inizio, hanno condiviso l’idea di restituire alla collettività un bene di straordinario valore naturalistico e sportivo».

Lavori di pulitura in notturna

Quando sarà aperta al pubblico la falesia?

«L’obiettivo che ci siamo posti è già per la prossima primavera. Una volta ultimati i lavori, la falesia sarà a disposizione gratuitamente e illimitatamente nel tempo per tutti gli appassionati con disabilità e non e per le associazioni del territorio che promuovono lo sport e i suoi valori indiscussi».

 

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