Gli uccelli che non abbandonano la montagna neanche in inverno

Testo di Rosario Fichera – foto di Jacopo Rigotti

Spesso non si parla di loro, eppure meriterebbero forse maggiore attenzione: ci riferiamo agli uccelli che non abbandonano la montagna neanche in inverno, rinunciando a seguire i propri “cugini” verso mete di svernamento più calde. Certo, rispetto a questi ultimi, non affrontano viaggi di andata e ritorno faticosissimi e talvolta dagli esiti imprevedibili, ma anche per loro le difficoltà non mancano, dovendo fare i conti con le basse temperature, la neve e la minore disponibilità di cibo.

Per affrontare la stagione fredda ogni specie ha sviluppato la propria strategia di sopravvivenza, per esempio abbassandosi di quota rispetto a quella abituale, oppure, essendo più vulnerabili, dovendo fare i conti con minori fonti energetiche per volare via in caso di pericolo, confondendosi con l’ambiente circostante. Ma quali sono le specie che vivono sempre in montagna e che potremmo definire quindi “montanare”?

Il fringuello alpino (Foto Jacopo Rigotti)

Tra queste rientra il fringuello alpino un simpatico e vivace uccello poco più grandi del palmo di una mano che vive gran parte dell’anno in alta montagna, nelle zone innevate o ricche di pietraie e sfasciumi, dove tra aprile e luglio nidifica; in inverno, invece, si abbassa normalmente di quota, ma difficilmente al di sotto dei 1000 metri, vivendo in gruppi anche numerosi. La sua caratteristica, che lo rende facilmente riconoscibile, soprattutto in volo, è il piumaggio, con le ali e la coda bianche e le punte nere. Cerca il cibo a terra, camminando (gli uccelli come l’uomo sono tra i pochi animali bipedi) alla ricerca di semi e insetti.

Passera scopaiola (Foto Jacopo Rigotti)

Anche la passera scopaiola cammina a terra alla base dei cespugli alla ricerca di vegetali. Con il freddo si abbassa pure lei di quota, tuttavia alcuni esemplari preferiscono trasferirsi di territorio, raggiungendo zone collinari o costiere più calde. Essendo di carattere schivo, è un uccello difficile d’avvistare, vive nel fitto sottobosco, effettuando dei brevi voli per poi nascondersi di nuovo. La sua dieta estiva è costituita soprattutto d’insetti, ma in inverno fa di necessità virtù, adattandosi a una dieta costituita prevalentemente di vegetali e quando li trova di semi.

La pernice bianca (foto Jacopo Rigotti)

Ma c’è una specie tra gli uccelli delle alpi davvero straordinaria, soprattutto per la sua capacità in inverno di confondersi con l’ambiente innevato circostante: è la pernice bianca, una specie che vive in alta quota e che si contraddistingue per la muta continua del colore del corpo che diventa, a eccezione delle ali sempre bianche, grigio-marrone in estate e quasi completamente bianco in inverno. Questa sua caratteristica di mutare il piumaggio in base all’ambiente circostante è una delle massime espressioni di “criptismo”, uno stratagemma che serve per difendersi dai predatori e che, a volte può, essere utile anche per predare. Purtroppo questa specie, un vero e proprio relitto glaciale, in quanto rimasta ad occupare le zone più alte delle montagne, è a rischio a causa del riscaldamento globale che sta modificando il suo habitat abituale.

Pernice bianca in volo (Foto Jacopo Rigotti)

 

Esemplari di gallo forcello (foto Jacopo Rigotti)

Grandi montanari che non abbandonano i boschi alpini e le alte quote neppure in inverno sono anche il gallo forcello (detto pure fagiano di monte) il gallo cedrone (o urogallo) e i rapaci, come l’aquila reale,  l’astore, uno dei più potenti e straordinari cacciatori che esistono in natura, e la poiana, inconfondibile per la sua eleganza nel volo librato controvento, che con il suo caratteristico richiamo, simile a un “kiieeeee” dai toni decrescenti, ci ricorda come i cieli siano il regno di veri e propri principi della Natura.

La poiana (Foto Jacopo Rigotti)

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