Gli alpaca, i nuovi abitanti delle Alpi.

Di Massimo Dorigoni

Loretta Merighi è la titolare del Maso Eden a Cavedine. Nata a Rovereto in Trentino, ha vissuto l’infanzia in un paesino di montagna e questo gli ha permesso di entrare in contatto con la natura e di viverla con profonda intensità. Condivide insieme al marito, Franz Stefan Ambach, la passione per i nuovi “abitanti” delle Alpi, gli alpaca. È Loretta che ci spiega i segreti dei suoi splendidi e affettuosi amici.

Come è nata la tua passione per gli alpaca?

«È successo cinque, forse sei anni fa. Mi sono recata in Toscana da un’amica che aveva cinque alpaca. È stato amore a prima vista con questi animali curiosi e con un aspetto simpatico, così dopo due anni ho pensato bene, dopo essermi informata sulle loro caratteristiche, di prenderne qualcuno anch’io. Precisamente nove. Da quel momento la passione è aumentata sempre più».

Questi camelidi sono adatti all’ambiente montano alpino?

«Decisamente sì, l’importante è la tosatura. Gli alpaca vanno tosati una volta all’anno, verso maggio, aprile. Hanno una lana molto fitta, quindi non tosandoli patirebbero troppo il caldo».

Maso Eden

Quali accortezze occorre seguire per farli vivere bene?

«L’importante è che abbiano un buon terreno e si possano nutrire di fieno e di erba. Una delle cose a cui bisogna fare attenzione sono i parassiti. Si devono fare delle verifiche periodiche per evitare dei problemi sotto questo profilo. Sono animali molto tranquilli e docili e non hanno esigenze particolari».

Quali possono essere le eventuali problematiche degli alpaca con l’ambiente che li circonda?

«Lo scorso anno abbiamo avuto la visita dell’orso. C’era una fitta grandinata e la visibilità non era delle migliori. L’orso ha divelto la rete e ha attaccato un alpaca che ha iniziato a lanciare dei lamenti perché ferito, fortunatamente il cane ha iniziato ad abbaiare, mettendo in fuga il plantigrado. Per fortuna tutto è finito lì. Un grande spavento».

Al Maso Eden ci sono anche i lama

Chi tosa i vostri alpaca e che prodotti realizzate con la loro lana?

«Il compito della tosatura spetta a mio marito. La lana viene poi selezionata, pulita e lavata. Successivamente parte di questa la inviamo al trapuntificio per il confezionamento di trapunte. La rimanente,  una parte la lavoro io con il cardatoio e il filatoio e l’altra la mandiamo a una ditta che fila lane pregiate in piccoli quantitativi. Con il filato poi facciamo degli accessori di abbigliamento per neonati in quanto questa lana non pizzica sulla pelle, inoltre è molto morbida e calda».

Tutto un mondo che gira attorno agli alpaca quindi?

«Durante l’anno i nostri ospiti vengono coinvolti nella filiera della lana degli alpaca, dalla tosatura al prodotto finito. Inoltre proponiamo, a chi viene a trovarci, delle passeggiate nei boschi con gli alpaca. A quest’ultima attività sono spesso presenti numerose famiglie con bambini».

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