Fotografie del presente per capire il nostro futuro

di Marianna Calovi

Nell’ottobre del 2017 l’Initiative on Climate Change policy and Governance ha pubblicato un interessante libro fotografico dal titolo “Gli impatti dei cambiamenti climatici in Italia. Fotografie del presente per capire il futuro” (Edizioni Ca’ Foscari), in cui sono raccolti 40 scatti realizzati da 23 fotografi professionisti e amatoriali italiani che, partecipando all’omonimo concorso fotografico, hanno testimoniato le trasformazioni indotte sul nostro ambiente e le nostre società dal clima che cambia.

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Negli ultimi 150 anni la concentrazione di gas serra in atmosfera è cresciuta moltissimo superando le 400 parti per milione. Per capirci, mai in 800 mila anni aveva superato le 300 parti per milione (“Il clima che cambia” di Carlo Carraro e Alessandra Mazzai, Il Mulino). Se è vero che sulla Terra le variazioni climatiche ci sono sempre state, la scienza parla chiaro: esiste una relazione tra cambiamenti climatici ed emissioni di gas serra; e il principale responsabile delle emissioni di gas serra è l’uomo. L’accelerazione fulminea del riscaldamento globale nel corso dell’ultimo secolo è intimamente legata alle attività umane e se non ci sarà un drastico cambiamento degli stili di vita e una riduzione della nostra impronta ecologica, molte aree delle Terra potrebbero diventare inospitali se non addirittura inabitabili.

Non è soltanto un problema ambientale ma anche economico e di equità sociale. Gli effetti dei cambiamenti climatici si ripercuotono sugli ecosistemi, sui sistemi idrogeologici, sulla disponibilità di risorse idriche, sulle rendite agricole, sulla sicurezza ambientale, sugli eventi meteorologici sempre più estremi e pericolosi, sulla disponibilità alimentare, sulla migrazione di grandi masse di popolazione in diverse aree geografiche o dalla campagna alla città, sulla salute e sulla diffusione di conflitti legati alla scarsità delle risorse.

Queste informazioni sono al limite della banalità, tutti le conosciamo. Eppure, per quanto il problema sia urgente e il pericolo reale, soffriamo di scarsa immaginazione e siamo lontani dal prendere coscienza della gravità della situazione, forse perché comprendere gli effetti del riscaldamento globale sul nostro benessere non è così immediato.

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“Piena del fiume Po“, foto di Luca Zonari Canè

Dico forse perché i campanelli d’allarme ci sono e si palesano ai nostri occhi con sempre maggiore frequenza. L’Initiative on Climate Change policy and Governance (ICCG) è un progetto  nato dalla Fondazione Eni Enrico Mattei e dalla Fondazione Giorgio Cini per promuovere attività di studio e di divulgazione dei risultati della ricerca scientifica e socio-economica svolta nei campi della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Nel 2017 ha organizzato un concorso fotografico dal titolo “Gli impatti dei cambiamenti climatici in Italia. Fotografie del presente per capire il futuro” e ha pubblicato un dossier dove sono raccolte le foto in concorso, disponibile in edizione cartacea e in formato digitale a questo link.

Partendo dallo sguardo di fotografi professionisti e non, questa iniziativa ha voluto mescolare un po’ le carte e rovesciare la prospettiva: non è la comunità scientifica a lanciare avvertimenti ma dei semplici cittadini che con la loro macchina fotografica hanno provato a documentare gli effetti visibili dei cambiamenti climatici, quei campanelli d’allarme di cui parlavamo prima e che da tempo hanno cominciato a rendersi tangibili nella nostra quotidianità e a minare nel concreto il nostro benessere.

Questi scatti ci parlano di come stiano cambiando l’intensità, la frequenza e la durata delle precipitazioni, di come stiano aumentando gli eventi meteorologici estremi, la siccità e le inondazioni violente e improvvise, di come si stiano sciogliendo i ghiacciai sulle Alpi o di come il Mediterraneo si stia popolando di specie di pesci amanti delle acque calde. In questo come in altri casi, la fotografia si rivela essere uno strumento potentissimo, perché fissa in un’immagine la prova incontrovertibile di come le conseguenze del riscaldamento riguardino ognuno di noi e il territorio in cui viviamo.

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