Focus. Né cane, né lupo: ecco l’ibrido. Un problema da gestire

di Irene Esposito

33.000 anni fa l’uomo ha iniziato a convivere con gli esemplari di lupo dall’indole meno aggressiva, addomesticandoli; oggi il frutto di questa millenaria e felice convivenza conta più di 400 razze canine. Nonostante i cambiamenti nel comportamento e nell’aspetto, cani e lupi possono ancora generare una prole fertile. 

Né cane, né lupo: ecco l’ibrido.

Né cani né lupi, o meglio un po’ cani e un po’ lupi. Purtroppo nulla di cui gioire. Il numero di lupi in Italia sta finalmente aumentando grazie alle politiche di conservazione europee, all’abbondanza di prede naturali e ad ampi areali nei quali i branchi possono vivere indisturbati; sul nostro territorio nazionale circolano circa 2.000 esemplari. Tuttavia è molto più alto alto il numero di cani gestiti in maniera a dir poco scellerata; sono infatti 700.000 i randagi in circolazione, senza contare i tanti pastori a quattro zampe lasciati liberi di notte per custodire mandrie e greggi. 

È quindi scontato che nelle zone di presenza del lupo, soprattutto nel centro Italia nella zona compresa tra l’Appennino e la Maremma, queste due specie si siano incontrate generando ibridi. Nonostante il Trentino non presenti casi di randagismo, la veloce diffusione del lupo tra le nostre montagne, non lontano da aziende agricole ed alpeggi, potrebbe portare a simili conseguenze.

 

I rischi per la biodiversità

Ma perché l’ibridazione tra queste due specie rappresenta un problema?

I fattori da considerare sono due. Il primo riguarda la genetica stessa del lupo italiano. Sì perché il lupo, nonostante il rischio di estinzione corso negli anni ’70, non è mai scomparso del tutto dalla nostra Penisola. Come ha ben spiegato il noto biologo prof. Luigi Boitani in un’intervista,  gli esemplari che stanno ripopolando il nostro territorio hanno caratteristiche genetiche uniche e l’accoppiamento con i cani li porta verso quella che gli studiosi chiamano “estinzione genetica”. Oltre a ciò i cani non vaccinati trasmettono ai lupi rogna, leishmania e cimurro.

 

Gli ibridi sono riconoscibili ad un occhio esperto. Spesso ereditano il pelo dei cani, sia a livello di colorazione che di lunghezza; gli esemplari più simili ai nostri animali da compagnia hanno invece coda ed orecchie con caratteristiche morfologiche più vicine ai quadrupedi selvatici. Il problema è però caratteriale. Il sangue di lupo predomina su quello ammansito dei cani, portando gli ibridi a una più facile aggressività; nel contempo i geni canini spingono questi incroci ad essere confidenti verso l’uomo e ad avvicinarsi quindi con meno paura ai centri abitati. Il carattere schivo del lupo viene perciò meno, realizzando un mix davvero pericoloso per le persone.  

La conservazione di una specie eccezionale

La minaccia di ibridazione tra le due specie in Italia è sempre più alta. L’Ufficio Biodiversità della Commissione Europea ha formalmente identificato gli ibridi come minaccia e ne ha richiesto la rimozione, tramite custodia in aree faunistiche apposite e sterilizzazione, nell’intento di bloccarne la proliferazione. Ibriwolf è un progetto europeo nato proprio a questo scopo. Il tema della convivenza tra lupo e uomo in Italia è di grande attualità. Il lupo arricchisce la nostra biodiversità operando un controllo naturale della fauna selvatica in sovrannumero. 

 

Per evitare l’ibridazione è quindi necessario prendere provvedimenti seri e diffusi contro la piaga del randagismo, come sta cercando di fare il progetto M.I.R.CO Lupo, sterilizzare i cani di proprietà e da pastore che vagano liberi e gestire meglio i rifiuti sia nei centri urbani che nelle aziende agricole. Tramite queste azioni, che dovrebbero essere per altro normale vivere civile, si ridurranno i rischi di generare ibridi conservando al contempo una delle specie autoctone più interessanti del nostro Paese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi