Filippo Frizzera: il fotografo della superluna tra le rocce delle Dolomiti di Brenta

Chi ha avuto la fortuna di vederla, incorniciata tra i profili rocciosi delle Dolomiti di Brenta, nel momento in cui si verifica lenrosadira (quando le rocce di dolomia si colorano di rosa) racconta di avere assistito a uno degli spettacoli più belli della propria vita. Qualcosa di unico, di straordinario.  Stiamo parlando della superluna, il fenomeno che avviene quando la luna piena raggiunge la distanza minima che la separa dalla Terra (il cosiddetto perigeo lunare) apparendo più luminosa e più grande del solito.

Questa fortuna, anche se programmata con calcoli addirittura matematici, l’ha vissuta diverse volte Filippo Frizzera, fotografo naturalista di Molveno, che da diversi anni fotografa la superluna, cercando d’immortalarla tra le rocce delle Dolomiti di Brenta in posizioni originali e spettacolari. Ci siamo imbattuti nei suoi due scatti che pubblichiamo in questo articolo, rimanendo letteralmente affascinati per ciò che è riuscito a documentare: una superluna tra le cime dolomitiche nell’attimo in cui tramonta e sorge il sole e le rocce sono colorate di rosso per via del fenomeno dell’enrosadira.

Quando hai fotografato questa superluna?

«A metà dicembre del 2016 – racconta Filippo –  dopo un primo tentativo andato a vuoto. La superluna durante il momento del tramonto e del sorgere del sole è un’occasione che si verifica, in inverno, solo un paio di volte all’anno, verso metà novembre e dicembre».

Nelle due foto di Filippo Frizzera la superluna tra le cime della Bocca di Tuckett, nel momento del fenomeno dell’enrosadira.

Il primo tentativo lo hai fatto quindi a novembre?

«Sì, in quell’occasione sono salito al rifugio la Montanara, però purtroppo l’alba non era delle migliori, quindi sono stato costretto a rinunciare».

La volta dopo sei stato più fortunato?

«Direi proprio di sì: a tavolino ho fatto prima tutti i calcoli trigonometrici per stabilire altezza e posizione e il punto preciso da dove avrei dovuto scattare la foto. Poi è arrivato il giorno giusto, sono partito da Molveno insieme ad alcuni amici alle quattro del mattino, raggiungendo Passo Lasteri. Lì ho sistemato tutta la mia attrezzatura, riuscendo a fotografare, così come avevo calcolato, la superluna mentre si trovava al centro della Bocca di Tuckett».

Il fotografo Filippo Frizzera

Che sensazioni hai provato in quel momento?

«È stato un momento emozionante: ho iniziato a scattare come un matto tantissime foto. La nostra fatica della salita è stata ripagata da uno spettacolo incredibile e indimenticabile».

Quest’anno però non sei riuscito a fotografare la superluna?

«No, sono stato meno fortunato perché le condizioni meteo non erano adatte, ma riproverò la prossima volta, fotografando la superluna non nella stessa posizione, ma cercandone di nuove, per migliorarla, per avere qualcosa di unico e non usuale».

 

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