Elezioni 2018: l’Agenda ambientalista per le forze politiche da parte di 23 associazioni

23 associazioni di protezione ambientale sono scese in campo, insieme, per indicare alle forze politiche e ai movimenti che si presentano alle elezioni nazionali del 4 marzo la roadmap da seguire in materia ambientale.  E lo hanno fatto, così come è avvenuto nelle elezioni del 2013, presentando l’Agenda ambientalista 2018, contenente 50 proposte riguardanti i temi dell’energia e clima; trasporti e infrastrutture; valutazioni ambientali; consumo del suolo; difesa del suolo; usi civici; bonifiche; rifiuti; biodiversità ed aree protette; mare; montagna; beni culturali e paesaggistici; agricoltura; turismo e ambiente; Ministero dell’Ambiente; diritti e delitti ambientali; informazione, educazione, formazione e partecipazione ambientale.

 

Le sigle delle 23 associazioni scese in campo insieme per chiedere alle forze politiche un impegno in materia di ambiente in vista delle imminenti elezioni

 

“Come 5 anni fa – spiega il documento congiunto delle 23 associazioni – l’  per la ri-conversione ecologica del Paese è alla base della interlocuzione con le forze politiche e vuole costituire la base per un confronto con il futuro presidente del Consiglio incaricato in occasione degli incontri con i corpi intermedi per la formazione del Programma di Governo”

L’iniziativa è stata promossa da Accademia Kronos, AIIG, Associazione Ambiente e Lavoro, CTS, ENPA, Fare Verde, Federazione Pro Natura, Federazione Italiana Amici della Bicicletta – FIAB, Forum Ambientalista, Greenpeace Italia, Gruppo di Intervento Giuridica Onlus, Gruppi di Ricerca Ecologica, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Rangers d’Italia, SIGEA, Slow Food Italia, TCI, VAS, WWF.

L’Agenda ambientalista 2018 prevede, tra le varie proposte, gli obiettivi della redazione di un “Piano nazionale clima e energia” che faccia conseguire l’obiettivo del 100% di energie rinnovabili al 2050 nel rispetto delle tutele ambientali paesaggistiche e culturali e la definizione di una roadmap di decarbonizzazione con la fuoriuscita dall’uso del carbone entro il 2025; il varo del Piano nazionale della mobilità, atteso dal 2001, per favorire la mobilità pulita (a cominciare dalla bicicletta e dalle auto elettriche) liberando le città da congestione, dall’inquinamento e dalle emissioni di gas serra; la definizione della nuova Strategia nazionale per la biodiversità, post 2020, nel pieno rispetto delle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli” per conservare un patrimonio che non ha eguali in Europa, sottoposto a gravi fenomeni di bracconaggio e di speculazione nelle aree di pregio; il sostegno in sede comunitaria della revisione radicale della Politica agricola comune, basata sui principi dell’agroecologia e del benessere animale, evitando, tra l’altro, l’uso dei pesticidi nelle aree protette e vicino ai corsi d’acqua, mantenendo il divieto assoluto di prodotti OGM; la piena attuazione della Strategia marina per l’ambiente marino, derivante dalla Direttiva europea del 2008, come tutelare le aree interne con appositi provvedimenti mirati per le zone montane, nel rispetto della Convenzione internazionale delle Alpi e per il rilancio della Convenzione degli Appennini.

 

Inoltre le associazioni nell’Agenda indicano i  numerosi interventi di sistema necessari alla sostenibilità delle scelte nel nostro Paese, tra cui: puntare a una legge efficace contro il consumo del suolo e la rigenerazione urbana, partendo dal disegno di legge discusso nella XVII legislatura, con le necessarie modifiche; completare il percorso avviato con l’introduzione, dopo 20 anni, nel Codice Penale degli ecoreati con l’aggiunta di nuovi “delitti ambientali” per la tutela della fauna protetta e l’individuazione di una modalità unica sul territorio nazionale per far confluire i proventi delle sanzioni contravvenzionali minori; convocare entro il 2020 la III Conferenza nazionale sulle aree protette per ridefinire e rilanciare il ruolo dei parchi nella tutela e valorizzazione del patrimonio naturale; completare la stagione dei nuovi Piani paesaggistici (sinora approvati da solo da Puglia, Sardegna e Toscana) nel contempo, intervenire sulle disposizioni mirate ad aggirare la pianificazione urbanistica, l’autorizzazione paesaggistica delle Soprintendenze, i vincoli sugli immobili demaniali, oltre a quelle volte alla semplificazione delle procedure autorizzative della Conferenza dei servizi; realizzare una carta nazionale delle terre civiche e un censimento dei demani civici illegittimamente occupati da soggetti senza titoli validi e/o destinate a utilizzi impropri; istituire un Fondo nazionale per le bonifiche dei siti inquinati orfani (senza più proprietario), sul modello del Superfund USA; introdurre una cauzione sugli imballaggi monouso, per ridurre la produzione dei rifiuti, puntando nel contempo, come richiesto dall’Europa, su un programma nazionale di prevenzione che vada a incidere sui consumi per contenere gli sprechi.

(foto di apertura© Camera dei Deputati)

 

 

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