Da gabbia per gli orsi a straordinario belvedere su Trento

Testo e foto di Stefano Albergoni

Non sono un ricordo così lontano gli orsi in gabbia nella città di Trento. La loro malinconica presenza forzata, che raccontava di una quanto meno problematica sensibilità ecologica, si protrasse fino alla metà degli anni ‘90 all’interno del parco di Gocciadoro e di un’apposita fossa di cemento armato (la “Busa degli orsi”) nella frazione di Sardagna, a 600 metri d’altezza, sul versante orientale del monte Bondone.

Una vecchia e triste foto dell’orso in gabbia.

Proprio quest’ultima è stata oggetto di un recente lavoro di recupero, a più di vent’anni dalla sua dismissione. Ve n’erano, e da tempo, tutti i presupposti, perché la vecchia “Busa degli orsi” di Sardagna sorge in una posizione splendida, di fianco alla stazione di arrivo della funivia che sale dalla città di Trento e dell’ancora abbandonato a se stesso Hotel Panorama (altro dolente capitolo urbano), sul punto più estremo della roccia e affacciata in modo superbo sulla città (“Supera di gran lunga ogni altro belvedere”, ha avuto modo di affermare nei mesi scorsi il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta).

Lo straordinario panorama su Trento dalla terrazza di Sardegna

Inaugurato al pubblico lo scorso 28 luglio, fortemente voluto dalla circoscrizione di Sardagna, il recupero della busa porta la firma dell’architetto Franco Voltolini (Servizio edilizia pubblica del Comune di Trento), mentre un professionista esterno, l’ingegnere Luca Cucino, ne ha curato il progetto delle strutture. Il costo complessivo è stato di 80 mila euro. Un ottimo investimento, a detta di tutti, e in effetti l’opera è sorprendentemente bella ed essenziale, in grado certamente di attrarre numerosi visitatori a godersi il panorama mozzafiato e spettacoli all’aperto in una location davvero unica.

Sì, perché la “Busa degli orsi” è di fatto una grande terrazza a gradoni sospesa nel vuoto, con ottanta sedute e affaccio sul panorama circostante. Costruita in acciaio corten (materiale che ossidandosi assume il colore della ruggine), la struttura non è solo un eccezionale punto d’osservazione sulla città, ma dunque anche un piccolo teatro all’aperto, con palco e platea, utilizzabile per spettacoli o concerti e, nella parte sottostante il palco, anche per eventi espositivi.

La parte più profonda della vecchia “Busa” è invece pensata come un percorso che inizia con la discesa attraverso una scala in acciaio, prosegue attraverso la fossa degli orsi in cemento armato e termina in un elemento a sbalzo che permette un’immersione totale e in completa sicurezza nel paesaggio sottostante.

Nei pressi della Busa si trova anche (e finalmente) un fine bar/bistrot a servizio dei visitatori. La terrazza è facilmente raggiungibile con la funivia al prezzo di un biglietto dell’autobus. La stazione di partenza è in lung’Adige Monte Grappa (il servizio cessa alle 22.00).

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