Dalle vinacce del Trentino biomateriali per abiti e accessori design

di Stefano  Albergoni

I vigneti del Trentino, oltre che per i vini d’eccellenza, sono diventati adesso famosi anche per gli abiti e gli accessori design e questo grazie a un’idea davvero sorprendente, sviluppata da una startup trentina di green economy, la Vegea, che ha inventato un processo per ricavare dalle vinacce (l’insieme dei semi e bucce dell’uva derivanti dalla produzione del vino) degli speciali biomateriali per l’industria della moda e del design.

I biomateriali di Vegea sono stati presentati oggi al Parlamento europeo di Bruxelles nell’ambito di “European 50 startups”, contest che premia ogni anno le 50 migliori idee d’impresa in Europa. Una grande soddisfazione per i fondatori della startup, un architetto e un chimico industriale, rispettivamente Gianpiero Tessitore e Francesco Merlino, ma anche per Progetto Manifattura, l’incubatore clean tech di Trentino Sviluppo nonché polo dell’economia circolare, dal momento che l’impresa si è insediata proprio nel centro d’innovazione di Rovereto nel gennaio di quest’anno.

L’impresa è nata a Milano nel 2016 per trovare soluzioni ecosostenibili e circolari per il settore moda (lo scorso mese di ottobre Vegea ha presentato a Milano la sua prima collezione di abiti). I due fondatori, in collaborazione con centri di ricerca specializzati nella sintesi di macromolecole, si sono cimentati nello studio delle matrici vegetali dell’agroindustria, allo scopo di creare materiali “biobased” da fonti vegetali rinnovabili.

Il loro studio ha identificato la vinaccia come una materia prima ideale, poiché contiene composti polifunzionali che costituiscono la base ottimale per la creazione di tessuti tecnici ecosostenibili. Va da sé che valorizzare i sottoprodotti della lavorazione vinicola è importante in termini di sostenibilità ambientale. Nel processo produttivo di Vegea, tali derivati organici vengono trasformati in un biomateriale dall’alto valore aggiunto. Il modello di economia circolare adottato è quindi una risposta alle problematiche legate al sistema economico lineare, sempre più insostenibile, inefficiente e costoso, in quanto legato allo sfruttamento di risorse non rinnovabili.

Lo scorso mese di ottobre Vegea aveva presentato a Milano la sua prima collezione di moda, affidandosi alla direzione creativa dell’eco-designer Tiziano Guardini, un giovane professionista che ama la natura e la moda, contesti apparentemente conflittuali che grazie alla sua sensibilità riescono a fondersi in modo originale.

Insomma, Vegea sembra avere le carte in regola per rappresentare in modo “evolutivo” il cosiddetto made in Italy, perché ambisce a unire due grandi eccellenze italiane: moda e vino, conosciute in tutto il mondo come emblemi di stile, per l’alta qualità dei prodotti e la grande tradizione artistica e manifatturiera.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi