Dalla Val di Tovel alla Cina

Val di Tovel, orso bruno, sport e Cina, protagonisti di “Trentino Natura 2000” al teatro parrocchiale di Tuenno

Sabato scorso, al teatro parrocchiale di Tuenno, è andato in scena lo spettacolo scientifico itinerante “Trentino Natura 2000”, promosso dal Parco Naturale Adamello Brenta e da Trentino Natura. Una serata dedicata alla Val di Tovel e alla rievocazione dell’emozionante e, allo stesso tempo, avvincente storia dell’arrivo in Italia di Masun, il primo orso bruno del progetto Life Ursus, rilasciato proprio in Val di Tovel. Ma protagonisti della serata sono stati anche lo sport e l’avventura, con il viaggiatore Yanez Borella che diventerà “inviato speciale” in Cina (terra di orsi e geoparchi) del Parco Naturale Adamello Brenta.  

L’aria di wilderness del Parco in Val di Tovel

Più che uno spettacolo, quello che è andato in scena l’altro ieri sera al teatro parrocchiale di Tuenno, è stato un viaggio. Un viaggio che ha una data precisa di partenza, il 26 maggio 1999, che ha avuto delle tappe storiche e che avrà molto probabilmente un seguito.

Sul palco, colmo dell’entusiasmo con cui Rosario Fichera conduce ogni volta lo spettacolo scientifico itinerante del Parco Naturale Adamello Brenta “Trentino Natura”, ad augurare il buon viaggio sono stati la vicesindaco del Comune di Ville d’Anaunia, Romina Menapace, e il Presidente del Parco, Joseph Masè, sostituto volontario all’ultimo minuto di una influenzata Gloria Concini, assessore del Parco per la Val di Non. 

Nella foto, a sinistra, il presidente del Parco Naturale Adamello Brenta, Joseph Masè, ospite di "Trentino Natura 2000 - Speciale Val di Tovel" (foto Roberto Leonardi)
A sinistra il presidente del Parco Naturale Adamello Brenta, Joseph Masè, ospite di “Trentino Natura 2000 – Speciale Val di Tovel” (foto Roberto Leonardi)

“Ci sono aree del Parco che sono altamente antropizzate – ha spiegato Masè – mentre qui nell’area settentrionale si respira il “wilderness”, la spiritualità della natura. Non è un caso che proprio qui siano sopravvissuti gli ultimi esemplari autoctoni di orso bruno e che da qui sia partito l’enorme progetto che ancora oggi rende il Parco conosciuto in tutto il mondo: il Life Ursus. Sono convinto che l’orso sia una grandissima opportunità per il nostro territorio perché ne dimostra la ricchezza. La biodiversità è un termometro del valore di un territorio, più è ricca la biodiversità più è ricco il territorio, e il Trentino con l’orso è diventato ricchissimo.”. Un’affermazione che ha evidenziato il duplice ruolo che può avere l’uomo nella conservazione della natura. Da una parte l’azione dell’uomo ruba spazio alla natura, dall’altra però a volte è in grado di porre rimedio ai propri errori. 

Un avvincente duetto teatrale tra l’attrice Lara Finardi e Fichera, accompagnato dai rapidi volteggi del flauto traverso di Angel Ballestrer Veliz, ha saputo rievocare la crescente tensione e la corsa contro il tempo del giorno in cui ha preso vita il progetto che ha cambiato la storia del Parco e del Trentino. Quel 26 maggio 1999 è stato catturato in Slovenia Masun, il primo orso del Life Ursus, che, dopo un delicatissimo viaggio durato più di nove ore, è stato poi rilasciato in Val di Tovel alle 20.45 di quella stessa sera. 

“La tensione era altissima, l’attenzione che si stava dando alle operazioni era palpabile.”. Ha ricordato Andrea Mustoni, responsabile del Settore ricerca scientifica ed educazione ambientale del Parco, che all’epoca era coordinatore del progetto. “Erano coinvolti tre Ministeri, l’Unione europea, la Provincia e decine di professionisti. Ci sentivamo osservati dalla Comunità scientifica nazionale e internazionale e credo che il Parco abbia mostrato di essere sufficientemente robusto per poter coordinare un progetto di tale grandezza.”. E oggi? Lo ha incalzato Fichera. “Oggi – spiega Mustoni – bisogna lavorare sul sociale. Conoscenza è la parola chiave. L’orso va conosciuto e interpretato. Io comprendo sia chi lo cerca sia chi lo rifugge perché è un animale che non lascia nessuno indifferente. Senza connotarlo emotivamente, oggi dobbiamo lavorare per far conoscere questo animale e favorire la convivenza perché di spazio ce n’è per tutti.”. 

Nella foto Andrea Mustoni (a sinistra) ospite di "Trentino Natura 2000 - Speciale Val di Tovel" (foto Roberto Leonardi)
Nella foto Andrea Mustoni (a sinistra) ospite di “Trentino Natura 2000 – Speciale Val di Tovel” (foto Roberto Leonardi)

L’inviato speciale del Parco in Cina

Amicizia, spontaneità e sostenibilità sono poi salite sul palco con Yanez Borella e Enzo Romeri, entrambi di Fai della Paganella, entrambi appassionati di corsa e di biking in montagna, che praticano anche a livello agonistico, con importanti successi personali. “Le Dolomiti di Brenta hanno qualcosa di magico” hanno detto “e la zona della Flavona, del Turrion Basso, è senz’altro la migliore per godere della natura vera, incontaminata.”. Hanno parlato di sana fatica e di sport pulito. “Pulito” nel vero senso della parola, dal momento che hanno voluto sottolineare che dagli allenamenti sono soliti riportare a valle i rifiuti abbandonati dalla gente.

Un viaggio che proseguirà, si diceva. Molto probabilmente sulle ruote di Yanez Borella che il 1° di aprile partirà con la sua e-bike per la Cina e tenterà di ripercorrere la Via della Seta di Marco Polo, in autosufficienza in 100 giorni. Proprio ieri sera è nata l’idea di trasformare Borella anche in un inviato dal Parco Naturale Adamello Brenta Geopark in Cina, terra di orsi e di geoparchi, offrendogli pieno supporto nella sua impresa e segnando così una nuova tappa del viaggio del Parco.

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