Casa de Gentili, maestosa vetrina d’Anaunia

di Alessandro Branz

Nel mezzo della piazza principale di Sanzeno, in uno dei luoghi più suggestivi sotto il profilo storico-culturale del Trentino, esattamente nel punto di confluenza fra alta e bassa Val di Non, si erge Casa de Gentili, un maestoso palazzo di origine cinquecentesca. Il palazzo deriva la sua denominazione da una delle più importanti famiglie di nobiltà rurale che a cavallo fra XVI e XVIII secolo, nel quadro del Principato vescovile di Trento, si stabilirono in queste zone intessendo un rapporto stretto e fecondo con il territorio.

Già l’esterno del palazzo ne evidenzia la bellezza architettonica: gli archi a tutto sesto, i portoni decorati, le trifore ed il poggiolo in pietra lavorata, per non dimenticare le numerose ed elaborate inferriate, l’una diversa dalle altre per alcuni, impareggiabili particolari. Ma anche all’interno è possibile ammirare i locali comunicanti l’uno con l’altro, gli ampi corridoi che profumano d’antico e i saloni costellati di preziosi stucchi, testimoni di un periodo storico particolarmente fecondo. L’indubbia valenza artistico-culturale della dimora, valorizzata da un’accurata opera di restauro conservativo, non si esaurisce in una pur doverosa ricostruzione di natura museale: Casa de Gentili infatti, per impulso del Comune di Sanzeno e di altri soggetti istituzionali, si sta proponendo come un centro culturale a servizio dell’intera vallata.

Casa de Gentili: percorso multimediale

Avventuriamoci quindi in un suggestivo viaggio alla scoperta del palazzo e partiamo dal pianterreno, cui si accede non appena varcato il sontuoso portone principale che reca ben visibile lo stemma della famiglia. Qui da alcuni anni esiste un percorso multimediale interattivo, che costituisce una vera e propria “vetrina” delle principali caratteristiche della valle e che è stato recentemente arricchito e reso ancor più appetibile. Esso si compone di due sezioni: la prima presenta i più interessanti aspetti paesaggistici del territorio, attraverso varie modalità, la più suggestiva delle quali è costituita da un grande touch screen che permette al visitatore di scoprire i percorsi ciclo-pedonali ed i sentieri di montagna che costellano la vallata; la seconda invece si focalizza maggiormente sugli aspetti storico-culturali e lo fa utilizzando le più moderne tecnologie: la proiezione di un volo d’elicottero che sorvola per intero la vallata, una serie di quadri, collocati su cavalletti, che illustrano, attraverso brevi filmati, alcuni aspetti fondamentali del tessuto socio-culturale della valle, nonché una grande cartina ortofotografica del territorio (con indicati comuni, residenze fortificate, case gentilizie ed eremi), che permette al visitatore di prendere visione dei luoghi turisticamente più interessanti e panoramici. L’intero piano funge anche da info point, particolarmente gradito se ha potuto contare nella scorsa estate più di cinquemila visitatori. Peraltro già da qualche tempo è possibile accedere (attraverso i corridoi interni o direttamente dal giardino) ad un punto eno-gastronomico di particolare raffinatezza, denominato (in onore del palazzo) “Osteria Casa de Gentili”, che non rappresenta solo un piacevole punto di ristoro, ma anche l’occasione per degustare i prodotti tipici locali, testimonianza anch’essi della cultura materiale del luogo.

Casa de Gentili: percorso paesaggistico

Se poi saliamo al primo piano possiamo cogliere appieno la centralità che dal punto di vista dell’amministrazione della cultura Casa de Gentili ricopre. Qui infatti è ospitato il Centro Culturale d’Anaunia, il  cui scopo è quello di promuovere il palazzo come un luogo ove non solo si organizzano gli eventi, ma si programmano e coordinano le iniziative, si stimola ed alimenta la comunicazione fra i vari Comuni incentivandoli a collaborare fra loro, si informano censiti e turisti sulle manifestazioni promosse in valle e soprattutto si fanno conoscere le peculiarità culturali, artistiche e storiche del territorio, attivando delle vere e proprie “reti” (delle residenze nobiliari, dei castelli, degli eremi, ecc.), in grado di far conoscere e valorizzare al massimo un patrimonio di enorme valore. Sullo stesso piano è attiva una piccola, ma significativa biblioteca “diffusa”, finalizzata a far “girare” il più possibile i libri e promuovere la lettura, nell’attesa che venga installata e resa operativa una vera e propria biblioteca storica, contenente le tesi di laurea e tutte le pubblicazioni di interesse culturale sulla valle. Senza dimenticare la splendida sala conferenze e convegni, un vero e proprio gioiello, già utilizzata da tempo e tuttora molto richiesta, che unisce al sapore dell’antichità la dotazione delle più moderne tecnologie.

Per concludere con l’ultimo piano del palazzo, forse il più bello, la cui destinazione è quella di ospitare mostre ed esposizioni di grande prestigio. Infatti le sue ampie sale, la luminosità dei locali, la particolare disposizione degli spazi consentono al palazzo di conformarsi al meglio -quasi in modo naturale- alla molteplice offerta che l’arte trentina (e non solo) sa proporre, dimostrando una sorprendente versatilità ed una grande capacità di adattamento.

Stemma della famiglia de Gentili
Stemma della famiglia de Gentili

Da rammentare infine, per la sua importanza culturale e perché fa parte integrante della vita del palazzo, la lodevole iniziativa promossa dal Consorzio B.I.M. dell’Adige di dar corso al restauro dei mobili e dell’oggettistica, di cui è proprietario. L’intenzione è quella di riproporre all’interno del palazzo i locali di maggiore interesse, riportandoli all’antico splendore: dalla farmacia storica, con le sue numerose boccette ed alambicchi, a due vecchie cucine (una delle quali dotata di tutti gli oggetti d’epoca di uso quotidiano), dalla cappella di famiglia all’esposizione di una serie di serrature d’epoca e, quando disponibili, di antichi manoscritti afferenti alla farmacia ed alla storia della famiglia. Senza dimenticare le sale ed i locali dell’ultimo piano, ove verranno ricollocati i mobili più significativi ed ove fanno già bella mostra di sé i ritratti dei de Gentili (tre dei quali di recente acquisizione da parte del B.I.M.).

Degna conclusione questa di un percorso affascinante.

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