Campione nello sport. E nella vita

Campione nello sport. Campione nella vita. Si può riassumere così la figura di Gianluigi Rosa, 29 anni, di Lavis, in provincia di Trento, capitano della nazionale italiana di ice sledge hockey (hockey su slittino) disciplina dove è considerato uno dei più forti difensori a livello mondiale e con la quale ha partecipato alle paralimpiadi invernali di Vancouver nel 2010 e di Sochi nel 2014 e per la quale si sta preparando per i prossimi campionati del mondo e i XII Giochi paralimpici invernali  che si svolgeranno nel 2018 a Pyeongchang, in Corea del Sud.

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Per Gianluigi lo sport è la vita. E lo ha dimostrato con i fatti e con una grinta fuori dal comune. Giovane promessa del Lavis calcio, all’età di 17 a causa di un grave incidente in moto subisce l’amputazione di una gamba. Un avvenimento che sconvolge la sua esistenza, ma che non lo abbatte. Con determinazione decide di reagire e di continuare a praticare lo sport, facendone, oltre allo studio, una delle sue ragioni di vita. Inizia così ad appassionarsi al Dragon boat, al ciclismo, all’arrampicata sportiva, allo sci, dove raggiungerà brillanti risultati anche in Coppa del Mondo e infine all’hockey su slittino, la disciplina dove conquisterà con la nazionale italiana numerose vittorie, come il primo posto ai Campionati europei del 2011 a Solleftea in Svezia; importanti riconoscimenti personali: nel 2014 è nominato il “Miglior difensore del torneo di qualificazione paralimpica di Torino e nel 2016 il miglior difensore “Europeo Ostersund”; ma sport grazie al quale porterà a casa uno dei risultati per lui più importanti: la straordinaria amicizia con i suoi compagni di squadra, anzi “di spogliatoio” come ama definirli, con i quali divide, ancora oggi, gioie, problemi legati alle proprie disabilità, progetti e sogni.

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Lo abbiamo incontrato recentemente prima dell’allenamento giornaliero con la sua squadra di ice sledge hockey, le Aquile Sud Tirol, sezione del Gruppo sportivo disabili Alto Adige, più volte campioni d’Italia. Atleta dal fisico possente (è stato capace di giocare anche con una frattura alla mano) è preso spesso in giro dai suoi compagni di squadra per la foga e “capacità” in gioco di piegare e rompere il suo slittino. Ma allo stesso tempo Gianluigi riesce anche ad essere agile e leggero, soprattutto quando arrampica in montagna, una delle sue grandi passioni.

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“Qualche giorno fa – ci ha raccontato – sono andato in montagna per percorrere la nuova Ferrata delle aquile, in Paganella. Con alcuni amici sono partito a piedi da Andalo, abbiamo raggiunto la cima della montagna e da lì l’attacco della ferrata. E’ stata un’esperienza bellissima: primo di tutto perché sono molto legato alla Paganella, dove da bambino andavo spesso con i miei genitori. Dopo l’incidente e la perdita della gamba, la prima montagna dove sono tornato è stata proprio la Paganella. Ma poi perché percorrendo la via ferrata ho vissuto sensazioni bellissime, per la verticalità del tracciato, per i panorami mozzafiato su Trento e la Valle dell’Adige. E’ stata una bella soddisfazione, una scarica di adrenalina pura, soprattutto per lo straordinario contatto con la natura e la montagna”.

Natura e montagna che Gianluigi ama in modo particolare così come lo sport, dimostrando come volendo si può superare qualsiasi ostacolo.

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