Il campione Marco Panizza: “Per noi trapiantati la natura è un vero e proprio toccasana”

di Massimo Dorigoni

Bella soddisfazione per il trentino Marco Panizza.  Solandro di Vermiglio, ex direttore e insegnante della Scuola Alberghiera di Ossana che a Anzered, in Svizzera, si è aggiudicato il primo posto nella ciaspolada che si è tenuta in occasione dei World Transplant Winter Games. La traduzione in italiano della manifestazione parla chiaro: giochi mondiali invernali per i trapiantati. Vi partecipano infatti squadre di atleti che nel corso della vita hanno subito un trapianto.

Marco, trapiantato di rene il primo settembre 2009 si è dedicato corpo e anima allo sport, in modo particolare allo sci di fondo e alla corsa con le ciaspole. E’ stata infatti quest’ultima disciplina fargli pendere dal collo la medaglia d’oro. «La medaglia sì, è una bella soddisfazione, ma il messaggio che “il trapianto è vita” è stato il vero slogan di questa vittoria». Ha esordito con queste parole quando al ritorno in Italia da questa bella avventura ha voluto aprirci il suo cuore:

Una grande soddisfazione per te e chi ti è stato accanto?
«Diciamo che la mia storia inizia otto anni fa quando appunto sono stato trapiantato. Tre, quattro anni fa ho deciso di dedicarmi a me stesso, alla famiglia e alla mia salute. Ho iniziato così a fare dello sport grazie al mio amico Erminio Rigos che già aveva iniziato il percorso che stavo per affrontare e che praticava questi sport. Io ho iniziato così per caso, prima praticando il ciclismo, successivamente con l’atletica. Per me è stata la sorpresa più bella è stata quella di poter partecipare ai mondiali dopo una lunga preparazione e soprattutto quella di vincere la ciaspolada. Ringrazio i miei genitori, mia moglie e i miei figli che da sempre mi hanno sostenuto».

Marco Panizza felice dopo la vittoria ai “Giochi mondiali invernali per trapiantati”

Quali emozioni tagliata la linea del traguardo?
«E’ stata un’emozione grandissima, è stato qualcosa di unico e inaspettato. Pensando alla mia famiglia e a tutto il mio passato».

Possiamo dire che il contatto con la natura ti ha fatto rinascere?
«Quello che ci tengo a sottolineare è che lo sport, il camminare nella natura, nel silenzio dei boschi, fa stare bene corpo e mente. Per noi trapiantati è un vero e proprio toccasana. Come da slogan “ il trapianto” è vita. Una vera e propria rinascita».

Quali gli obbiettivi per la tua attività futura?
«Una delle mie prossime sfide sarà precisamente l’8 di aprile. Parteciperò e cercherò di concludere la maratona di Milano seguito da uno staff di medici dell’Università di medicina di Bologna. Altra sfida sarà in estate, una cordata di trapiantati cercherà di salire in vetta alla Presanella seguiti da alcune guide alpine e da un medico».

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