Bondone: il Parco alpinistico a due passi da Trento

di Massimo Dorigoni

Il caldo afoso della valle dell’Adige ci ha spinti a salire fin su il Monte Bondone, la montagna adottata nei secoli dai residenti del capoluogo della provincia di Trento. Dopo l’accesso attraverso il caratteristico borgo di Sardagna siamo arrivati in località Vason. Abbiamo lasciato l’automobile nel grande piazzale nei pressi dell’albergo Montana, cinquanta metri prima del passo. Ci siamo poi inoltrati nel bosco seguendo le segnaletiche che ci hanno condotto, dopo una decina di minuti di cammino,  alla falesia intitolata agli alpinisti trentini Giorgio e Rita Graffer. Qui abbiamo trovato alcune vie d’arrampicata di grado medio-basso tracciate su un calcare grigio, molto lavorato, ottimo banco di prova per i principianti che muovono i primi passi in parete. Inoltre, allestite sui culmini delle pareti circostanti: una breve ferrata, una teleferica e un ponte tibetano.

Il Parco alpinisti sul Monte Bondone

Un posto decisamente piacevole, una sorpresa per chi voglia trascorrere una sana giornata d’avventura e immergersi nella natura a pochi chilometri dalla città. Alla base della parete abbiamo incontrato uno dei chiodatori di questo bellissimo sito, l’alpinista e guida alpina Andrea Zanetti a cui abbiamo rivolto alcune domande.

Come è nata l’idea di dare vita a quello che possiamo definire un parco per l’iniziazione  all’alpinismo?

«Il parco avventura era nato inizialmente sì per far divertire le persone sulle torri della palestra stessa, ma anche come strumento di lavoro per le guide alpine componenti dell’allora associazione “Dolomiti Avventura”. Questo parco avventura è stato uno dei primi parchi aerei completamente su roccia». 

Quali attenzioni nell’accedere alla palestra per svolgere le attività proposte?

«Le ferratine del parco avventura sono fruibili a tutti gratuitamente, così come le sottostanti vie della falesia, naturalmente con la dovuta attrezzatura. Per la gestione delle carrucole in corda del ponte tibetano invece è necessaria la presenza delle guide alpine in quanto la fruibilità delle stesse necessita di particolari attrezzature. La sicurezza prima di tutto».

C’è il potenziale per allargare l’offerta ai fruitori della falesia?

«Il parco avventura ha sicuramente ancora delle potenzialità. Con buona volontà e qualche aiuto economico, questo angolo dedicato all’attività all’aria aperta, in futuro potrà sicuramente crescere». 

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