Antonella Confortola: la cosa più importante? “Essere sereni nella vita di ogni giorno”

di Massimo Dorigoni

Antonella Confortola, classe 1975, originaria di Ziano di Fiemme. Bronzo olimpico in staffetta nello sci da fondo alle Olimpiadi di Torino nel 2006 ha partecipato a sei dei campionati mondiali, vincendo due medaglie. Ha esordito in azzurro nella corsa in montagna nel 2002 e da quest’anno veste i colori del Marathon Club Imperia.

Lo scorso agosto ha arricchito il suo già ricco palmares con una prestazione superlativa, vincendo la medaglia d’oro a squadre con i gradi di capitano ai campionati mondiali di Mountain Running a Premana.

Antonella Confortola mentre taglia il traguardo (nella foto in alto la campionessa in una foto di photo@corsainmontagna-2017)

Probabilmente la sua ultima grande gara con la maglia azzurra in un campionato mondo. Ma questo lo abbiamo chiesto direttamente a lei.

«Vestire la maglia azzurra è un onore che comporta un impegno notevole per arrivare a certi risultati. Ora il lavoro a tempo pieno non mi permette di prepararmi in maniera accurata. Ne faccio una questione di rispetto verso gli altri e verso la maglia della nazionale italiana. Quando ci si prende un impegno è giusto rispettarlo ed onorarlo al meglio».

Pensa che la vedremo in un futuro come allenatrice?

«Attualmente sono allenatrice di sci di fondo, anche se in sostanza non ho mai allenato. Mi piacerebbe allenare alla corsa, ma parliamo di futuro. Adesso sto allenando me stessa e mi prodigo nel dispensare consigli ai più giovani».

Antonella Confortola in gara con la divisa della Nazionale italiana di sci di fondo

Sembra parli quasi di uno scambio di testimone. Possiamo intenderla così?

«Con la preparazione fisica di allora e la testa di adesso sarei riuscita ad ottenere forse qualcosa in più. Mi sono sempre impegnata tanto e ho sempre fatto tutto con tanta passione ma forse caratterialmente mi mancava un po’ quel piglio finale, quell’ultima cattiveria in gara».

Una carriera ricca di vittorie. Quale le è rimasta nel cuore?

«In primis le Olimpiadi di Torino nel 2006 perché giocate in casa. Poi l’Engadina Skimarathon del 2011 dove ho dimostrato tutto il mio valore nello sci di fondo anche se ero alla fine degli impegni importanti. E infine il primo mondiale nelle lunghe distanze. Una maratona di corsa in cui non mi ero mai cimentata perché è stata un’esperienza diversa. Ci tengo a sottolineare che il tutto è stato possibile grazie all’ambiente che da sempre mi ha circondata, all’aiuto e alla condivisione di questa passione da parte dei miei genitori e di mio marito. L’importante è essere sereni nella vita di ogni giorno, che va al di là del puro aspetto agonistico».

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