Anche Trento avrà la Banca della Terra

di Stefano Albergoni

Nella seduta del 19 dicembre scorso dedicata al Bilancio di previsione finanziario 2018-2020, il Consiglio comunale di Trento ha approvato un ordine del giorno (primo firmatario il consigliere Michele Brugnara) per rendere operativa nel primo semestre del 2018 la Banca della Terra.

Di cosa si tratta? L’idea nasce nell’ambito della cooperazione agricola ed è stata per la prima volta adottata con legge dalla Regione Toscana nel 2012 e via via da molte altre regioni italiane. In Trentino, la costituzione della Banca della Terra è arrivata con uno specifico articolo (il 116) della legge provinciale 15/2015.

La Banca della Terra è un elenco ufficiale dei terreni pubblici e privati incolti che i proprietari decidono di dare temporaneamente in uso per scopi agricoli a quanti ne facciano richiesta. Il fine è di contrastare i fenomeni di abbandono, raccordarli con l’esigenza di facilitare il reperimento sul mercato fondiario di superfici per l’avviamento di nuove imprese, oltre che, ovviamente, disincentivare il degrado paesaggistico e rurale. Il meccanismo, se messo positivamente in moto, può favorire il ricambio generazionale, consolidare imprese agricole bisognose di spazio e dare nuove opportunità ai giovani interessati al lavoro agricolo o all’allevamento.

Un ruolo centrale per il funzionamento della Banca della Terra viene svolto dagli enti locali: sono loro che, attivandosi, la rendono operativa. La trattativa per l’affitto, invece, è gestita direttamente dalle parti interessate; nel caso di terreni privati i contratti sono stipulati ai sensi della legge 203/1982 “Norme sui contratti agrari”; nel caso di terreni di proprietà pubblica i contratti sono stipulati nel rispetto della vigente normativa in materia di attività contrattuale della Provincia.

In Trentino i primi Comuni ad adottare regolamenti per l’operatività della Banca della Terra sono stati Riva del Garda e Arco. Ora anche Trento, dunque, avvierà una propria attività di informazione per invitare i cittadini che possiedono terreni abbandonati o non più coltivati a presentare la dichiarazione di disponibilità.

foto di copertina di Giorgio Dalvit (dalla mostra “La vite e il paesaggio” legata al progetto “A nord di Trento, a sud di Bolzano”)

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