Alpe del Cermis: s’inaugura una nuova ferrata

di Massimo Dorigoni – foto di Roberto Rigotti

All’Alpe del Cermis da alcuni mesi la ditta OR.BA.RI di San Lorenzo in Dorsino, capitanata  anche dal noto alpinista Elio Orlandi, sta lavorando ad una nuova ferrata, la Cermis skiline, che servirà ad attrarre turisti nella stagione estiva. La zona, già rinomata per le piste da sci incastonate nel bellissimo paesaggio della catena montuosa del Lagorai, aggiungerà quindi un’ulteriore attrattiva che porterà gli amanti della montagna a cimentarsi nella salita di un’ardita e affascinante vetta. Attraverso la ferrata sarà possibile salire in vetta al Castello di Bombasèl, struttura rocciosa che sovrasta gli omonimi e incontaminati laghetti. La zona è tristemente famosa per essere stata uno dei tanti scenari della Grande Guerra. Nell’imminente completamento della ferrata abbiamo incontrato al rifugio Paion l’alpinista Roberto Rigotti, uno dei tecnici che si sta occupando della costruzione.

Una ferrata che vede un breve avvicinamento. Pensi sarà molto frequentata?

«L’avvicinamento con le funivie dell’Alpe del Cermis renderà sicuramente la montagna di Cavalese ancora più viva e vicina agli amanti dell’outdoor.

Ce la puoi descrivere in breve?

«Le ferrate sono sostanzialmente due. La più semplice, dedicata a principianti e appassionati di montagna che vogliono avvicinarsi con gradualità a questo bellissimo mondo. L’altra, ferrata più difficile, sale invece dalla cresta di sinistra, passando dalla forcella del Macaco. I due percorsi si ricongiungono sulla cima.

Deduciamo che più esperti potranno fare un percorso ad anello.

«Sì, si avrà la possibilità di fare percorso ad anello. È suggerito il senso orario».

Puoi darci qualche dato tecnico?

«La “Cermis Skyline” è lunga all’incirca  1500 metri. Partendo dal Rifugio Paion e ritorno il tempo impiegato sarà di tre ore e mezza, rimanendo in ferrata per due ore e mezza».

Il tutto in uno scenario incantevole.

«Assolutamente sì, durante la ferrata si potrà ammirare un  fantastico panorama che spazierà dalle vette più conosciute delle Valli di Fiemme e Fassa a quelle più selvagge del gruppo del Lagorai».

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