Ale Zeni: “La mia fortuna più grande è di potere vivere tra le montagne”

di Massimo Dorigoni

Alessandro Zeni, per gli amici Ale “Zeta” Zeni è un giovane ventisettenne arrampicatore di Mezzano, paesino a pochi chilometri da Fiera di Primiero. 

Ale è uno degli atleti italiani più promettenti in questa disciplina: l’alpinista austriaco Beat Kammerlander e il fraterno amico Riccardo Scarian sono gli esempi cui si ispira per crescere, non solo come climber, ma anche come persona. Ad oggi Alessandro lavora a Courmayeur e fa parte del Gruppo sportivo Esercito dove si allena sul grado 9a. Dopo avere scalato la celebre via “Silbergeier” nella catena del Ratikon in Svizzera, ha messo ora nel mirino l’ancora più mitica “The end of silence” in Germania. Ragazzo forte, quanto semplice, ha confidato il suo amore incondizionato per l’ambiente montano , non lasciando spazio all’immaginazione, ma rendendo trasparente il suo animo e rivelandoci fin da subito: “La mia fortuna più grande è di poter vivere tra le montagne”.

Nelle foto Ale Zeni in azione

Sappiamo che hai un rapporto speciale con la natura, puoi parlarcene?

«Fin da piccolo ho frequentato la montagna e da qualche tempo vivo in un maso immerso nella natura. Questo mi ha aiutato a capire che la cosa più preziosa per me è avere la possibilità di trascorrere le giornate in un ambiente così unico. L’arrampicata viene in un secondo momento, prima di ogni altra cosa c’è un amore più grande per me: la montagna!».

Un rapporto romantico quello con la montagna, come in altri tempi?

«Con il cambiare delle stagioni la montagna cambia faccia: nel periodo estivo ti ritrovi ad ammirarla con i colori molto vivaci e con le guglie di roccia che assomigliano ai denti di un lupo, mentre d’inverno la neve rende tutto più morbido e elegante».

La dolcezza dei paesaggi e la forza dell’arrampicata quasi viaggiano all’unisono.

«La montagna, in ogni suo aspetto, ti fortifica il carattere, grazie a lei diventi una persona forte e impari i valori importanti della vita. I risultati dell’arrampicata sono sicuramente importanti, ma le emozioni provate, le avventure e gli ambienti rimarranno per sempre dentro di me».

Ti senti un climber un po’ filosofo?

«Un po’ sì, sicuramente. L’arrampicata, infatti, è un po’ come nella vita: nei momenti difficili devi imparare a mantenere la calma ed è molto importante trovare un proprio equilibrio interiore. Questo ti aiuta tante a volte a superare le difficoltà, che all’inizio sembrano essere dei muri insuperabili, ma poi piano piano tutto si sistema, tornando al suo posto».

Quali sono i tuoi progetti futuri? Rimarrai in falesia o ti vedremo arrampicare in montagna?

«Ho già iniziato a costruire le basi per seguire questa nuova strada. Sto cercando di ripercorrere delle vie sportive in montagna e sto cercando l’ispirazione anche per nuove vie da salire dal basso, lontano dalla folla e su pareti non molto conosciute, nelle quali riesco ad esprimere al meglio il mio stile d’arrampicata in questo ambiente selvaggio che mi regala, ogni giorno, tante emozioni».  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi