Alberè di Tenna: intitolata a Lino Angeli la palestra dedicata all’orienteering

di Massimo Dorigoni

Taglio del nastro la settimana scorsa nella pineta di Alberè di Tenna, per il rinnovato impianto fisso per la pratica dell’attività di orienteering. Nell’occasione si è disputata la fase provinciale dei Campionati studenteschi di orienteering che ha visto la partecipazione di oltre 500 ragazzi provenienti dalle scuole del Trentino.

La pineta di Alberè, ormai da anni, è arricchita da quello che fu il primo impianto fisso di sport orientamento in Italia. Lo stesso fu voluto, all’incirca quarant’anni fa, da Alfredo Sartori, allora presidente dell’Orienteering Pergine e dall’albergatore e promotore del progetto, Lino Angeli. E proprio a quest’ultimo è stata dedicata quella che è da considerare a tutti gli effetti una palestra all’aria aperta dedicata ad amatori e agonisti. La cerimonia si è svolta davanti all’Hotel Margherita della famiglia Angeli appunto, dove a pochi metri dall’ingresso è stata posta la prima lanterna.

Alla cerimonia erano presenti, oltre ai familiari di Angeli, il sindaco di Tenna Antonio Valentini, che ha avuto parole di elogio verso l’iniziativa e i dirigenti dell’Orienteering Pergine Valgugana con il presidente Giorgio Paoli che si sono detti pienamente soddisfatti per l’evento.

L’impianto fisso si estende su una superficie di circa 150 ettari che è stata cartografata, aggiornandola alla situazione attuale.  I punti fissi posti nei boschi, nei prati e nei vigneti della pineta sono stati portati a 30 e si contraddistinguono con un paletto per la punzonatura in legno lamellare riportante il consueto simbolo bianco e rosso. Il tutto con la collaborazione del Comune di Tenna, Pro Loco e Orienteering Pergine Valsugana.

«Sicuramente a me e alla mia famiglia – ha evidenziato Daniela, figlia di Lino Angeli – ha fatto molto piacere questo gesto di riconoscimento e avrebbe fatto piacere anche a mio padre che amava nel loro insieme sport e natura. Adesso si sta operando per cercare di valorizzare ulteriormente il bosco e la maniera di viverlo, puntando sulla salute e la pulizia anche attraverso l’orienteering, sperando che il messaggio passi e che il lavoro fatto sia mantenuto al meglio in futuro».

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