Al via una nuova ricerca sugli effetti benefici della mela sulla salute

Grazie a un finanziamento triennale di 775 mila euro del Fondo Euregio per la ricerca scientifica  si potranno conoscere presto i cambiamenti della biodiversità vegetale negli ultimi 50 anni e gli effetti positivi di  alcuni componenti della mela sulla salute dell’uomo. E questo grazie a due progetti di ricerca che vedono coinvolti la Fondazione Mach di San Michele all’Adige, la Libera Università di Bolzano e l’Università di Innsbruck: il progetto “ExPoApple2” che punta l’attenzione su particolari composti organici presenti nella mela; e il progetto “Calice” che ha come obiettivo di analizzare i cambiamenti della biodiversità attraverso lo studio dei pollini e delle molecole del DNA presenti nel ghiacciaio dell’Adamello.

Il primo progetto, ExPoApple2, consorzio di ricerca diretto da Stefan Martens della Fondazione Edmund Mach studierà la presenza e la composizione nella mela dei cosiddetti diidrocalconi, un sottogruppo di componenti vegetali naturali unici e caratteristici. A tal fine i ricercatori analizzeranno diverse varietà di mele per misurare la quantità di principi attivi presenti nelle varie parti del frutto, dalla buccia fino al torsolo e le rispettive caratteristiche ai fini dell’utilizzo a scopo alimentare, cosmetico e medicinale.

Il secondo progetto (Calice) al quale partecipa il genetista della Fondazione Mach, Cristiano Vernesi, prevede di prelevare dal ghiacciaio dell’Adamello una carota di ghiaccio lunga 40 metri, il cui contenuto consentirà per la prima volta di confrontare i cambiamenti presunti e quelli effettivi della biodiversità vegetale negli ultimi 50 anni. A tale fine i campioni provenienti dal ghiacciaio verranno confrontati con quelli prelevati del territorio circostante per un raggio di 100 chilometri. I dati ricavati consentiranno anche di formulare stime sul cambiamento della biodiversità in altre zone della terra come il Kilimangiaro o il Tibet, anch’esse interessate dal ritiro dei ghiacciai e dal cambiamento climatico. I risultati potranno essere utilizzati anche nell’ambito di studi paleoecologici sui laghi e giacimenti di torba volti a valutare l’evoluzione della biodiversità nel corso degli ultimi 10mila anni.

«Con questo finanziamento intendiamo sostenere il lavoro concreto delle ricercatrici e dei ricercatori dell’Euregio – ha evidenziato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi-. I progetti dimostrano che è possibile avere un’eccellente ricerca a livello sovraregionale, rafforzando le potenzialità del territorio euroregionale in ambito scientifico e creando posti di lavoro».

 

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