Al via la rassegna del Trento Film Festival allo Spazio alpino della Sat

Torna anche quest’anno, forte del successo di pubblico delle edizioni precedenti, la rassegna cinematografica del Trento Film Festival inserita nell’ambito delle attività del “Laboratorio alpino e delle Dolomiti – Bene Unesco (nato dall’accordo tra SAT,  Fondazione Dolomiti UNESCO, step – Scuola per il Territorio e il Paesaggio, Muse e Trento Film Festival, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento).

La rassegna cinematografica, giunta alla terza edizione e organizzata dal Trento Film Festival in collaborazione con la SAT, si svolgerà allo Spazio Alpino della Casa della SAT, in via Manci 57, a Trento. 

Sono previsti 6 appuntamenti, tutti ad ingresso gratuito, che avranno luogo il giovedì, ad eccezione dell’ultimo, in programma di mercoledì. Le proiezioni avranno inizio alle 18.00.  

Il cartellone di quest’anno, accanto ai film di alpinismo legati al territorio delle Dolomiti, proporrà anche opere che trattano, con linguaggi diversi e avendo come sfondo sempre le montagne, i temi della solidarietà e della disabilità, dei quali ormai da anni il Trento Film Festival si occupa, così come la SAT che – non a caso – ha dedicato a questi argomenti il 122° Congresso 2017. 

Di questi temi tratta anche la fiction Mai più come prima, di Giacomo Campiotti,il regista reso celebre dalla serie televisiva Braccialetti rossi: si tratta di un ritorno a Trento, perché nel 2006 l’opera era stata in Concorso al Trento Film Festival. Ma durante la rassegna si parlerà inoltre del grave problema del riscaldamento globale, proponendo in cartellone il film Stella Polaris, vincitore del Premio Dolomiti patrimonio mondiale UNESCO assegnato da SAT e Fondazione Dolomiti UNESCO alla 66. edizione del Trento Film Festival 2018.

Il primo appuntamento della rassegna sarà giovedì 25 ottobre, alle 18.00, con il film La montagna di Ilio, di Michele Coppari e Francesca Zannoni (Italia, 2017 – 42’) presentato al Trento Film Festival 2018. Il film sarà introdotto da Roberto De Martin, già presidente del Trento Film Festival e presidente del Premio letterario “Gambrinus Mazzotti”.

L’opera conduce nelle straordinarie e meravigliose Dolomiti bellunesi, precisamente nelle Pale di San Lucano, caratterizzate per l’ambiente selvaggio e vertiginoso, ma ancora nascosto, come la storia di cui narra l’opera, quella di Ilio De Biasio, alpinista di Cencenighe Agordino, dei suoi fratelli e dei suoi amici. Una storia di esplorazione e amicizia, di avventura e amore viscerale per queste montagne. Una storia vera, senza clamore, alla ricerca della cosa più inafferrabile e preziosa che possediamo: la vita.

Secondo appuntamento della rassegna, giovedì 8 novembre, con il film Madre dei nervi, di Mirko Giorgi e Alessandro Dardani (Italia, 2018 – 55’), presentato al Trento Film Festival 2018.

Una scena del film “Madre dei nervi”. IN alto un’immagine di “Stella Polaris”.

Il film racconta la bella, commovente e allo stesso tempo affascinante storia di Alice, Lucia, Hana, Fliutra e Giselle, ragazze madri con gravi problemi di dipendenza dalla droga. Le protagoniste si trovano in cura nella Comunità Aurora di Venezia, dove seguono un protocollo terapeutico rigoroso, in cui sono previste anche attività outdoor come il trekking e l’arrampicata. Esperienze tonificanti, un modo per spezzare la routine e vivere emozioni forti. Ed è durante questa esperienza che conoscono Massimo, l’alpinista educatore che le accompagnerà in questa avventura. Poco alla volta, il rapporto con la montagna si intensificherà e dalle semplici escursioni si passerà alle scalate, con risultati sorprendenti.

Alla proiezione del film saranno presenti i registi Mirko Giorgi e Alessandro Dardani, l’educatore Massimo Galliazzo e una delle mamme protagoniste.

Terzo appuntamento in cartellone giovedì 15 novembre con la proiezione del film Brenta Base Camp 2014, vecchie pareti, nuove visioni, di Marco Rauzi e Anna Sarcletti (Italia, 2015 – 45’), presentato al 63. Trento Film Festival 2015. Alla proiezione sarà presente il regista Marco Rauzi.

A 150 anni dalla scoperta alpinistica delle Dolomiti di Brenta, Alessandro Beber con Alessandro Baù dà vita al Brenta Base Camp con l’obiettivo di aprire nuove vie d’arrampicata sulle pareti simbolo del Gruppo. In parete con i due alpinisti si alternano gli amici Simone Banal, Matteo Faletti, Jiri Leskovjan, Fabrizio Dellai, Claudia Mario e Matteo Baù. La piccola spedizione diventa un’occasione di dialogo tra passato e presente.

Quarto appuntamento in programma giovedì 22 novembre, con la fiction Mai più come prima (Italia, 2005 – 103’) di Giacomo Campiotti, presentato al 54. Trento Film Festival 2006. 

La storia del film diretto da Campiotti, noto al grande pubblico soprattutto per la serie televisiva Braccialetti rossi, comincia a Roma, dove Lorenzo, Giulia, Enrico, Martina, Fava e Max sono alle prese con gli esami di maturità. Hanno rapporti un po’ superficiali tra loro e conflittuali con i genitori. I sei ragazzi non sono grandi amici ed è quasi per caso che partono insieme per la vacanza. Vorrebbero andare al mare, ma finiscono in montagna. Il ruolo della natura ha una grande importanza nella storia. La maestosità e la bellezza delle Dolomiti ne sono lo sfondo. La scoperta della natura, della sua dolcezza, ma anche della sua potenza sono il mezzo attraverso il quale i ragazzi compiono la loro iniziazione, confrontandosi, per la prima volta, con importanti aspetti della vita, come il coraggio, il dolore, la responsabilità e la sessualità. Alla fine dovranno trovare la forza per esercitare la libertà di scegliere il proprio destino, contro le pressioni di famiglia e società. Uno dei personaggi è un disabile, un ragazzo sensibile ed auto ironico che ha bisogno di relazioni sincere piuttosto che di pietismo. La sua presenza nel gruppo costringe in qualche modo gli amici ad affrontare il tema della disabilità e della solidarietà. Quando gli avvenimenti diventano drammatici i protagonisti troveranno l’unità, comprendendo come l’amicizia possa aiutare ad avere coraggio e ad essere solidali. Ritornati in città, per i sei amici niente sarà mai più come prima.

Quinto appuntamento della rassegna giovedì 6 dicembre, con il film ¿Y si te dijeran que puedes?, di Javier Alvaro Palomares (Spagna, 2017 – 65’) presentato al 66. Trento Film Festival 2018. L’opera racconta la storia di Sergio, Bea, Gonzalo, Emilia e Fernando che soffrono di schizofrenia e non hanno nessuna esperienza con la montagna. L’associazione che si occupa di loro, insieme ai migliori alpinisti della Spagna, decide di tentare la scalata del mitico Naranjo di Bulnes. I protagonisti affronteranno varie attività di preparazione come il trekking, il rafting, l’arrampicata e poi il volo in mongolfiera. Tutto questo prima della straordinaria sfida finale: la parete sud del Naranjo.

Sesto e ultimo appuntamento del programma mercoledì 12 dicembre,  con Stella Polaris – Ulloriarsuaq, di Yatri Niehaus (Germania, 2017 – 86’) Premio Dolomiti patrimonio mondiale Unesco 66. al Trento Film Festival 2018.

Il film ha come protagonista lo straordinario popolo Kalaalit della Groenlandia, paese affascinante, dove la storia del mondo si è sedimentata per milioni di anni sulle sue lastre di ghiaccio. I suoi enormi ghiacciai riportano, infatti, costantemente alla luce le varie ere del pianeta e da millenni il popolo Kalaalit è indissolubilmente connesso a questo “ghiaccio eterno”. Nel giro di qualche anno, però, il colonialismo, lo sviluppo del turismo, lo sfruttamento di risorse primarie del sottosuolo, l’incremento della pesca e le trasformazioni dell’ambiente a causa dei cambiamenti climatici, hanno drammaticamente modificato la cultura di questo popolo in uno stile di vita moderno, ma per evitare che le loro tradizioni si perdano per sempre, un gruppo di persone si è impegnato a conservare le tracce di questo mondo in via di estinzione.

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