Agenda 2030 Onu: Italia in ritardo. Trentino Alto Adige avanti rispetto alle medie nazionali

In un Italia in ritardo con gli impegni assunti in sede Onu con l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (che indica i 17 Obiettivi che i 193 Paesi ONU si sono impegnati a perseguire entro il 2030), il Trentino Alto Adige sta procedendo un passo avanti agli altri.

È quanto risulta dal “Rapporto ASviS 2018: l’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”, presentato recentemente alla Camera dei Deputati dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, cui aderiscono oltre 200 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile.

Lo studio fa il punto della situazione sullo stato di avanzamento dell’Italia e delle diverse regioni nei confronti dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs nell’acronimo inglese) fissati dell’Agenda 2030 dell’ONU ed approvati dalla Nazioni unite il 25 settembre del 2015.

Il Rapporto illustra inoltre le proposte concrete da adottare in modo che l’Italia mantenga gli impegni presi in sede ONU per uno sviluppo sostenibile, riferendosi quest’ultimo non soltanto alla questione ambientale, ma anche a quelle economiche e sociali.

Rispetto agli obiettivi fissati, la situazione non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo è di forte ritardo e il rischio è che i buoni propositi, nonostante i risultati raggiunti in alcuni ambiti, rimangano solo sulla carta.

«Non ci siamo – scrive a questo proposito il portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini -. Guardando ai dati disponibili e alle azioni concrete assunte negli ultimi tre anni, comincia a diventare evidente che difficilmente il mondo, l’Europa e l’Italia rispetteranno gli impegni presi solennemente il 25 settembre del 2015, con la firma dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Nonostante il miglioramento che si osserva in tanti indicatori globali relativi a tematiche economiche e sociali e le azioni intraprese nella giusta direzione da parte di moltissimi Paesi, di migliaia di imprese e città, non si è ancora determinata quella discontinuità culturale e di scelte strategiche necessaria per raggiungere, entro il 2030, i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile sui quali tutti i leader del mondo si sono impegnati. E ciò non è solo dovuto al fatto che al 2030 mancano soltanto 12 anni: infatti, accanto a significativi avanzamenti, ad esempio sul piano degli investimenti nelle energie rinnovabili o della lotta all’uso indiscriminato della plastica, si osservano preoccupanti inversioni di tendenza su temi come la fame e l’insicurezza alimentare, le disuguaglianze, la qualità degli ecosistemi, per non parlare dei danni crescenti dovuti ai cambiamenti climatici e dell’aumento dei flussi migratori dovuti agli eventi atmosferici estremi causati da questi ultimi e dai tanti conflitti in atto in molte aree del mondo».

Il vertice sullo sviluppo sostenibile del 2015 (foto archivio ONU)

La situazione in Trentino Alta Adige, sulla base delle rilevazioni effettuate dall’ASviS prendendo in considerazione per ogni obiettivo degli indicatori compositi, risulta tra le migliori in Italia. In particolare, secondo quanto rileva il Rapporto, le migliori performance si registrano per il goal 1 (Povertà), 2 (Sconfiggere la fame), 4 (Istruzione), 5 (Parità di genere), 7 (Energia pulita e accessibile), 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica), 10 (Disuguaglianze), 11 (Città e comunità sostenibili), 12 (Consumo e produzioni responsa-bili), 15 (Vita sulla terra), 16 (Pace, giustizia e istituzioni solide).

Riguardo alla povertà, la situazione migliore è generalizzata per i diversi indicatori: per esempio, l’indice di difficoltà economica delle famiglie si attesta nel 2016 al 4% rispetto a una media nazionale dell’11%. L’istruzione segnala un forte miglioramento dovuto alla diminuzione dell’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione e all’incremento della quota di persone di 30-34 anni con un titolo universitario, mentre la parità di genere manifesta un netto incremento grazie all’aumento del numero di donne laureate. Il Goal 7 (Energia pulita e accessibile) evidenzia un peggioramento nel 2015 indotto dalla diminuzione dei consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili. L’indicatore del Goal 8, nonostante registri un complessivo peggioramento, colloca la regione ben al di sopra della media nazionale, considerato, principalmente, il tasso di disoccupazione che nel 2016 si attesta al 4% rispetto a una media nazionale dell’11%.

Sul tema delle disuguaglianze (Goal 10) il Trentino Alto Adige è in una condizione migliore rispetto all’Italia grazie al minore numero di persone che vivono in famiglie con un reddito disponibile equivalente inferiore al 60% del reddito mediano. Il Goal 12 (Consumo e produzione responsabili) mostra un complessivo miglioramento dovuto alla promettente crescita dei rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata, cresciuta dal 58% nel 2010 al 70% nel 2016 rispetto a una media italiana del 52,5%. Per quanto riguarda la vita sulla terra, l’ottimo posizionamento della regione è spiegato dal basso indice di frammentazione del suolo che si attesta all’8% contro il 38% dell’Italia. I Goal 3 (Salute e benessere), 6 (Acqua e servizi igienico-sanitari), 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture) evidenziano tendenze simili a quelle nazionali. Il peggioramento dell’indicatore relativo all’Acqua (Goal 6) è causato dalla perdita di efficienza delle reti di distribuzione dell’acqua potabile. Il Goal 9 mostra uno sviluppo in linea con la tendenza nazionale grazie all’aumento della quota di ricercatori, passata dal 19% nel 2010 al 28% nel 2016.

Che c’è l’Agenda 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

Chi è l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)

l’istituzione nata nel 2016, su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell’Università di Roma “Tor Vergata”, per fare crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e per mobilitarli allo scopo di realizzare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile 

L’Alleanza riunisce attualmente oltre 200 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile, quali associazioni rappresentative delle parti sociali (associazioni imprenditoriali, sindacali e del Terzo Settore); reti di associazioni della società civile che riguardano specifici Obiettivi (salute, benessere economico, educazione, lavoro, qualità dell’ambiente, uguaglianza di genere, ecc.); associazioni di enti territoriali; università e centri di ricerca pubblici e privati, e le relative reti; associazioni di soggetti attivi nei mondi della cultura e dell’informazione; fondazioni e reti di fondazioni; soggetti italiani appartenenti ad associazioni e reti internazionali attive sui temi dello sviluppo sostenibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il sito utilizza cookie di terze parti per migliorare i servizi e analizzare il traffico. Continuando la navigazione ne accetti l'utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi