A Trento si promuove l’economia circolare

Progetto pilota del Comune: incentivare il riuso e lo scambio di piccoli elettrodomestici e promuovere la riduzione dello spreco di cibo. L’economia circolare coinvolge i cittadini

Il Comune di Trento, nell’ambito dell’iniziativa europea“Interreg AlpineSpace”, ha avviato un progetto pilota, denominato “GreenCycle”, per diffondere la cultura dell’economia circolare negli insediamenti montani. Il progetto prevede due iniziative: la riduzione della produzione dei rifiuti tramite l’incentivazione del riuso, scambio, donazione e riparazione di piccoli beni domestici; la promozione di un consumo più consapevole nel settore alimentare, sensibilizzando la cittadinanza nel ridurre lo spreco e incentivando la filiera corta e la valorizzazione dei prodotti locali.

Il concetto di “economia circolare” è, ormai, sdoganato, tutti ne parlano, sempre di più. E molte azioni stanno andando in quest’ottica. Ma il Trentino a che punto è in termini di economia circolare? Abbiamo intervistato Lara Bustros e Matteo Clementel del Comune di Trento che ci hanno raccontato il progetto “GreenCycle”.

Si tratta di un progetto europeoInterreg AlpineSpace” di durata triennale (dal 01/11/2016 al 31/10/2019), a cui partecipano altre quattro città in Francia, Germania, Austria e Slovenia, con l’obiettivo d’introdurre negli insediamenti montani un sistema di economia circolare che, grazie al suo approccio olistico, permette di raggiungere una riduzione delle emissioni dell’anidride carbonica del 2-4% nell’arco alpino.

A partire dalle strategie già esistenti e dalle buone pratiche disponibili, ogni città partner ha definito una strategia per implementare, in maniera intersettoriale, l’economia circolare. Ricoprendo un ruolo pionieristico è stata sviluppata una tool box (scatola degli strumenti) per facilitare la diffusione dell’economia circolare anche ad altre città dello spazio alpino.

In questa immagine il logo del progetto europeo di economia circolare “Intere Alpine Space
Il logo del progetto europeo “Intere Alpine Space

Tale “scatola degli strumenti” viene testata tramite dei progetti pilota, messi in atto dalle diverse città e che si differenziano in base alle esigenze delle stesse, seguendo le linee guida della strategia. Verrà anche istituito un marketplace transnazionale per fornire un mercato di specifici prodotti e una piattaforma di cooperazione per presentare strategie, buone pratiche, ecc., così da promuovere uno scambio più circolare e sostenibile di materie e informazioni tra privati, cittadini ed amministrazioni. Infine, è stata istituita una nuova figura, il Circular economy manager, con il compito di agevolare la messa in pratica di tali processi circolari e la cooperazione internazionale, anche in ottica futura.

Il progetto pilota del Comune di Trento prevede due campi d’azione:

  • la riduzione della produzione dei rifiuti tramite l’incentivazione del riuso, scambio, donazione e riparazione di piccoli beni domestici, mappando sul territorio chi offra questi servizi;
  • la promozione di un consumo più consapevole nel settore alimentare, sensibilizzando la cittadinanza nel ridurre lo spreco e incentivando la filiera corta e la valorizzazione dei prodotti locali e quindi la conservazione della biodiversità. Questo progetto pilota, denominato “Nutrire Trento”, è nato dalla collaborazione tra il Comune e l’Università di Trento, tramite la creazione di una piattaforma informatica e degli incentivi per rendere i prodotti del territorio più accessibili.

Per attuare questi progetto diventa estremamente importante e prezioso il coinvolgimento della cittadinanza. Se conoscete, pertanto, iniziative circolari in atto o in progetto, segnalatele alla nostra rivista, le racconteremo e le segnaleremo al Comune di Trento.

Per saperne di più e per rimanere aggiornati: http://www.comune.trento.it/Aree-tematiche/Ambiente-e-territorio/Rifiuti-urbani/Gestione-integrata-rifiuti/Riduzione-dei-rifiuti/Progetto-europeo-GreenCycle

Che cos’è l’economia circolare

Il termine è stato coniato nel 2009 da Ellen Mac Arthur, ex velista e fondatrice della Fondazione che porta il suo stesso nome: “è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”.

Attualmente, la Fondazione Ellen Mac Arthur si può definire il principale soggetto coinvolto e operativo per la diffusione del concetto a livello internazionale (www.ellenmacarthurfoundation.org).

L’economia circolare è dunque un sistema economico potenzialmente autonomo: la forma del cerchio aiuta a far capire il concetto di riuso della risorsa, in quanto finita.

Il modello economico lineare perseguito negli ultimi decenni del “take-make-dispose (prendi-consuma-butta via o produci-consuma-dismetti)” si basa sull’accessibilità a grandi quantità di risorse ed energia ed è ormai sempre più chiaro che non possa più funzionare come modello di crescita. Risulta quindi necessaria la transizione dal modello lineare a un modello circolare, che nella considerazione di tutte le fasi della risorsa sappia cogliere ogni opportunità di limitare l’apporto di materia ed energia in ingresso e di minimizzare scarti e perdite, ponendo attenzione alla prevenzione delle esternalità in termini ambientali e alla creazione di nuovo valore sociale e territoriale.

Come cita Emanuele Bompan nel suo libro “Che cos’è l’economia circolare” edito da EdizioniAmbiente nel 2016: “L’economia circolare non impone solo una diversa progettazione, nuove tecnologie e processi produttivi, ma cambiamenti ben più radicali: di cultura e relazioni sociali, di civiltà.”

Giulia Minghetti

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