Dal 4 novembre in vigore l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici

L’ormai ex segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon (il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite dell’Onu è il portoghese Antonio Guterres) ha annunciato qualche giorno fa che l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici entrerà in vigore il prossimo 4 novembre essendo state superate le due soglie chiave richieste: che l’accordo fosse ratificato da almeno 55 dei Paesi e che questi rappresentassero il 55% delle emissioni di gas a effetto serra.

Il segretario dell’Onu si è complimentato per “lo slancio mondiale notevole” che ha permesso l’entrata in vigore di quest’accordo, evidenziando che ciò che sembrava fino a poco tempo fa impensabile è diventato ormai inarrestabile.

Con l’entrata in vigore dell’Accordo i maggiori Paesi al mondo responsabili delle emissioni dei gas serra, causa principale del riscaldamento globale e dei conseguenti cambiamenti climatici, dovranno adesso impegnarsi a ridurre l’aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2 gradi centigradi, con l’obiettivo ambizioso di non superare la soglia di 1,5 gradi centigradi.

Ban Ki-moon ha quindi invitato tutti i governi e i vari settori della società a mettere subito in atto e in modo integrale l’Accordo di Parigi e di assumere le misure urgenti per ridurre l’emissione di gas a effetto serra, per rafforzare le capacità di resilienza del clima (cioè la capacità di riprendersi) sostenendo i più vulnerabili nell’adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici ormai inevitabili.

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