L’entrata in vigore dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici: passo importante per il pianeta Terra

Il segretario esecutivo della Convenzione quadro delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici (CCNUCC)Patricia Espinosa, dando libero sfogo a tutto il suo entusiasmo, l’ha definito “un momento storico per le popolazioni di tutto il mondo”.  In effetti l’entrata in vigore, il prossimo 4 novembre, dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici annunciato recentemente, con altrettanto esultanza, in una delle sue ultime uscite ufficiali dall’ex segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, rappresenta un momento importante per tutti noi e il nostro pianeta Terra.

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UN Photo/Rick Bajornas

Con l’entrata in vigore dell’Accordo i Paesi che lo hanno già ratificato (ad oggi 74) responsabili del 58,82% del totale delle emissioni dei gas serra dovranno adesso impegnarsi formalmente e concretamente nel raggiungimento dell’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto della soglia di 2°C , possibilmente puntando a limitare l’incremento a 1,5° C. Un obiettivo ambizioso e secondo diversi studi ormai non più sufficiente a mitigare i cambiamenti climatici in atto.

Pur considerando alcuni aspetti che limitano la portata dell’Accordo di Parigi, a cominciare dal fatto che, essendo a carattere volontario, ogni Paese, in teoria, potrebbe recedere quando vuole e che non è previsto un sistema di sanzioni, crediamo che l’intesa costituisca un passo importantissimo per il nostro clima malato: perché è un segnale di come in tutto il mondo si sia presa coscienza della grave crisi ambientale che stiamo vivendo; perché con l’entrata in vigore dell’Accordo inizierà a operare formalmente il Cma (Conference of the Parties serving as the meeting of the Parties to the Paris Agreement) l’organismo di direzione (formato da 63 Paesi) che già a partire dalla prossima assise sul clima (Cop 22) che si terrà il 7 novembre a Marrakesh, in Marocco, dovrà mettersi a lavoro, iniziando a prendere una serie di decisioni importanti (come implementare l’intesa; il sistema di verifica  degli impegni assunti; i cosiddetti passi intermedi); perché rappresenta un inizio e una speranza per chi verrà dopo di noi.

L‘Italia non ha ancora ratificato l’Accordo, il quale è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, ma non ha completato l’iter parlamentare. Diverse associazioni ambientaliste, come il Wwf Italia, sono scese in campo, appellandosi ai presidenti di Camera e Senato affinché tale procedura segua un iter preferenziale, data l’importanza e l’urgenza delle azioni da intraprendere, soprattutto quelle finalizzate ad attuare un’efficace strategia di decarbonizzazione, in favore delle energie rinnovabili. Naturalmente con l’impegno di tutti, dal Governo, alle imprese, ai singoli cittadini.

Ma cosa può fare ognuno di noi per contribuire a raggiungere questi obiettivi. Molto. Ecco un esempio: una delle cause maggiori dell’inquinamento globale da gas serra e del conseguente aumento globale delle temperature, oltre al traffico degli autoveicoli, è la produzione dell’energia da fonti non rinnovabili, necessaria per fare funzionare le industrie, ma anche per i nostri piccoli gesti quotidiani, come asciugarsi i capelli con il phone, guardare la televisione, utilizzare il pc. Ognuno di noi potrebbe ridurre il consumo di energia e quindi l’emissione di gas serra, realizzando piccoli risparmi energetici, con uno stile di vita più sobrio e sostenibile. Senza lasciarsi coinvolgere dall’idea che tutto ciò sia inutile, come una goccia d’acqua nel mare, perché, in un mondo globalizzato e sempre più interconnesso sommando anche piccoli gesti si possono ottenere grandi risultati.

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